Minori: interrogazione al parlamento europeo sugli allontanamenti

L’interrogazione del Vice Presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli squarcia il velo sullo scandalo italiano dei minori temporaneamente fuori dalla famiglia di origine, e sconfessa Lorenzo Dellai che in un recente convegno aveva definito queste critiche “immotivate o sopra le righe”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Riceviamo e pubblichiamo

Strasburgo. Lo scandalo dei minori temporaneamente fuori dalla famiglia di origine è stato svelato recentemente da un'interrogazione del Vice Presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli in cui denuncia che: "Numerosi rapporti e articoli di stampa italiani hanno messo in luce un eccessivo affidamento di bambini in casa-famiglia o all'affidamento familiare, tanto da far parlare di «allontanamenti facili». Spesso i minori vengono allontanati per motivi generici (ad esempio conflittualità, problemi economici, inidoneità genitoriale, problemi abitativi), senza una reale possibilità di ascoltare i genitori e i minori coinvolti, sulla sola base dei rapporti dei servizi sociali e delle perizie psichiatriche o psicologiche."

In Trentino le criticità del sistema di giustizia minorile vengono denunciate da anni da varie associazioni di tutela dei minori e in particolare dal consigliere comunale Gabriella Maffioletti. Ultimamente il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ha persino parlato di «attuale inesistenza di politiche minorili, in un contesto di default del sistema di welfare». Purtroppo le autorità e i politici locali non sembrano recepire il problema. In particolare l'Assessore alle politiche sociali di Trento Violetta Plotegher, il presidente della 4a Commissione Mattia Civico e recentemente anche l'ex Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, hanno cercato di negare l'evidenza, sebbene secondo il documento «Quaderni della ricerca sociale - bambine e bambini temporaneamente fuori dalla famiglia di origine» il Trentino sia la pecora nera in questo settore: al penultimo posto in Italia per numero di bimbi sottratti, cioè ne allontaniamo troppi, e agli ultimi posti per gli affidamenti familiari.

L'interrogazione dell'onorevole Angelillo presenta una situazione allarmante: "Allo stato attuale, non si riescono a distinguere gli allontanamenti realmente necessari da quelli che, con un'adeguata politica di sostegno alle famiglie in grado di prevenire e risolvere i disagi, potrebbero essere evitati, soprattutto senza allontanare i bambini dai propri genitori. Fatto salvo il rispetto del principio di sussidiarietà, può la Commissione chiarire se la situazione sopra descritta possa considerarsi compatibile con l'applicazione della vigente normativa UE in compimento di quanto previsto dall'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (diritti dei minori), dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE nonché dall'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (diritto a un processo equo e diritti della difesa)? Può inoltre indicare le modalità per informare e sensibilizzare genitori e operatori del settore sui temi legati alla famiglia, con particolare enfasi sulla necessità di preferire il supporto alla famiglia in difficoltà e di considerare l'allontanamento del minore dal proprio nucleo familiare come soluzione estrema?"

Critiche sempre negate o minimizzate dai servizi sociali e assessorati alle politiche sociali trentini. L'interrogazione concerne la vita di centinaia di bambini trentini e delle relative famiglie, ci auguriamo che adesso le istituzioni pongano mano e risolvano le criticità segnalate per il bene di questi bambini e delle loro famiglie.

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