Primiero: in casa un arsenale esplosivo, cinquantenne arrestato a Capodanno

Il 31 dicembre i carabinieri di Imer si sono presentati a casa di un cinquantenne trovando micce e detonatori di fabbricazione estera, solitamente usati nelle cave

Aveva in casa materiale esplosivo solitamente usato per demolizioni di materiale roccioso il cinquantenne di Mezzano arrestato il 31 dicembre dai carabinieri di Imer. L'operazione, denominata "Ultimo botto" con riferimento al Capodanno imminente, è partita dalle segnalazioni ricevute la sera prima, quando l'uomo, insieme ad un amico, avrebbe fatto esplodere un pezzo di miccia detonante all'esterno di un bar del paese (clicca qui).

La  perquisizione ha permesso ai militari di sequestrare micce di varia lunghezza, e potenza, un cordone detonante di 118 metri, detonatori di vario genere tra cui sei detonatori elettrici con microritardo. Al momento dell'arresto l'uomo non ha fornito alcuna spiegazione del possesso di tale materiale.

Materiale per professionisti del settore, che non dovrebbe certo stare in un'abitazione privata. Le indagini sono ancora in corso per capire cosa volesse farne. A rendere più oscura la vicenda sono i risultati delle analisi svolte dagli artificieri di Bolzano sul materiale sequestrato: sembra che micce e detonatori siano stati prodotti circa una trentina d'anni fa, all'estero, in parte nei Balcani, sebbene fossero in uno stato di conservazione praticamente perfetto. Si esclude, spiegano i carabinieri, qualsiasi collegamento dell'uomo con il mondo della criminalità organizzata o con ambienti riconducibili a movimenti eversivi. 

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