Valsugana: metalli pesanti nell'acqua di due sorgenti, vietato berla

Indagine chimica del Comune di Borgo Valsugana e segnalazione in procura a Trento. Il sindaco ha vietato a due famiglie di bere l'acqua che hanno in concessione perché "potrebbe contenere metalli pesanti"

Acqua contaminata da metalli pesanti. Questo il timore che il Comune di Borgo Valsugana e la procura di Trento hanno su alcune sorgenti che portano acqua ad un paio di case di Borgo Valsugana. Abitazioni che si trovano nella zona di Olle. Sull'inchiesta, per ora alle battute iniziali, c'è il massimo riserbo, ma è emerso che l'amministrazione comunale ha vietato ad alcune famiglie di bere l'acqua della loro abitazione perché potenzialmente inquinata. Lo ha fatto il sindaco Fabio Dalledonne, con una lettera spedita ormai qualche mese fa, il 25 gennaio del 2012, ad alcuni residenti nel comune borghesano. Nella missiva si citano le particelle catastali interessate dal divieto e si dice appunto di non utilizzare l'acqua per cucinare perché "potenzialmente inquinata". Si tratta di due famiglie che hanno in concessione dal Comune, per uso domestico, delle sorgenti che scendono dalla valle di Sella. Fonti da cui si servono un paio di case, è bene precisarlo, non tutto l'abitato di Borgo.

"Io confermo che abbiamo inviato due lettere ad altrettante famiglie che sono titolari di due fonti d'acqua invitandole in modo precauzionale a non usarle per fini alimentari - racconta il sindaco Fabio Dalledonne -. Stiamo indagando su deposito, sempre di scorie, di cui stiamo valutando la qualità, che potrebbero contenere metalli pesanti. Ma non posso entrare nei dettagli perché ci sono delle indagini in corso. Si tratta di una cosa piuttosto riservata, comunque confermo le lettere di gennaio", ammette il primo cittadino. Non vanno quindi fatti allarmismi inutili, perché solo gli esami delle acque consentiranno di stabilire se via sia inquinamento, di che tipo, in quale entità e se vi sono possibili rischi per la salute.
 
Cerchiamo però di sapere dal sindaco quale sia la zona interessata dai controlli, cioè l'area da cui si presume sia derivato il presunto inquinamento delle acque. Domanda: non ci dice nemmeno qual è la discarica di scorie che state controllando? "No. Ma diciamo che rispetto a quelle note, cioè  Fastro 1, Fastro 2 e il deposito Angeli, si trova più a monte, rispetto alle zone di inquinamento attuali - dice Dalledonne -. Quindi più in sù". Più in sù, significa valle di Sella, dove c'è un'altra vecchia discarica, questa volta in mezzo al bosco, quella di San Lorenzo. Si tratta del secondo caso di presunto inquinamento ambientale emerso in due giorni, dopo quello relativo al materiale fotografato da Walter Tomio di Valsugana Attiva lungo il torrente Moggio, a Olle. 

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