Cade nel burrone dopo la gara sulla Presanella: lo sport piange Marcello Gionta

Dopo aver partecipato alla verticale "Scalaccia" Marcello Gionta, 59enne alpinista e soccorritore, ha preso il sentiero del ritorno da solo. I colleghi del 118 non lo hanno visto arrivare al lavoro lunedì

foto: Skiroll.it

E' caduto su un sentiero che conosceva bene, morendo tra le braccia della montagna che amava. Marcello Gionta, 59 anni, solandro, sportivo e membro del Soccorso Alpino, è precipitato in un burrone mentre scendeva dal Rifugio Denza, nel gruppo della Presanella. Il drammma è avvenuto  nel tardo pomerigigo di domenica, ma la certezza è arrivata solamente ieri in serata, dopo l'allarme scattato quando i colleghi non lo hanno visto arrivare al lavoro lunedì mattina.

Gionta aveva partecipato domenica alla "Scalaccia", gara di corsa in montagna su un  tracciato "verticale" di 4,8 km per mille metri di dislivello. "La gara lo ha visto protagonista come sempre, da “patito” degli sport di fatica. Che davano un senso alla sua vita, e non solo per il gusto di partecipare in spirito decoubertiniano - così lo ricorda l'amico Giorgio Brusadelli giornalista sportivo di Skiroll.it, sito dedicato allo sport che Gionta praticava e che gli ha regalato molte soddisfazioni".

"Un duro - questo il ricordo del giornalista - proprio per questo era considerato come un’istituzione nella vallata e portato come esempio ai tanti giovani che fanno un po’ di flanella dal Monte Giner di Massimino Benzi, il gruppo sportivo per cui correva con gli skiroll o lo sci. Per l’atletica del Csi era invece tesserato con l’U.S. Baitona, per le gare Fidal con il Clarina di Trento".

Scendendo da solo lungo lo stesso sentiero della gara Gionta deve aver messo il piede in fallo precipitando in un canalone roccioso. Le ricerche sono iniziate quando i colleghi del Trasporto infermi di Pellizzano non lo hanno visto arrivare lunedì mattina. Gli uomini del Soccorso Alpino hanno trovato l'auto ancora parcheggiata nello stesso posto dove Gionta l'aveva lasciata domenica mattina, prima di ritrovare, purtroppo, il corpo senza vita dello sportivo sul fondo del burrone. Tra le discipline praticate da Gionta si contano sci di fondo, skiroll, sci alpinismo, mountain bike, corsa su strada e skyrun. "Non poteva vivere senza - spiega ancora Brusadelli - doveva sentirsi sempre in movimento. Si allenava andando al lavoro di corsa, oppure con gli skiroll e in bicicletta. L'auto la considerava un optional". 

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