Marangoni, lunedì lavoratori sotto la Provincia

Confermata la mobilità con 76 esuberi, di cui 62 operai e 14 impiegati. Intanto Olivi ha scritto al ministro Poletti, e al presidente dell'Inps Boeri, chiedendo un intervento urgente per il riconoscimento della cassa integrazione ai lavoratori della Malgara

Uno sciopero di otto ore con presidio presso la sede di Confindustria e una marcia che arriverà in piazza Dante sotto il Consiglio Provinciale. Lo hanno deciso i lavoratori della Marangoni.

L'ultimo confronto era finito con un nulla di fatto: confermata mobilità con 76 esuberi, di cui 62 operai e 14 impiegati, su 301 dipendenti.

Confermato inoltre il primo esodo di 48 unità dal 25 agosto e altre 28 entro l'anno di durata del contratto di solidarietà. Per chi rimane si prospetta il taglio dello stipendio dai 250 ai 400 euro al mese. Il prossimo incontro il 20 giugno.

Sul fronte invece della vertenza della Malgara Chiari e Forti di Borghetto l'assessore assessore allo sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi, ha scritto al ministro del lavoro, Giuliano Poletti, e al presidente dell'Inps, Tito Boeri, chiedendo un intervento urgente per il riconoscimento della cassa integrazione in favore dei lavoratori dello stabilimento che allo stato attuale ancora non la percepiscono.

La vicenda risale all'inizio del 2015, con la richiesta di accesso alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti della Malgara, in seguito alla crisi che l'azienda stava attraversando. Nel giugno 2015 il ministero concesse l'erogazione della cassa per 112 dipendenti. Questi ultimi, tuttavia - ricorda Olivi - non hanno percepito sino ad oggi alcuna prestazione. L'azienda infatti non ne ha chiesto il pagamento diretto da parte dell'Inps e non ha provveduto ad anticipare ai lavoratori i trattamenti dovuti. Nel frattempo, a giugno 2016, l'azienda è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Verona.
 

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