Gli studenti del Maffei realizzano una mappa in realtà aumentata di Riva del Garda

Per farlo hanno utilizzato 'Replicate', un’app sviluppata dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento che permette la realizzazione di modelli 3D di oggetti ed edifici, grazie a fotografie scattate da un semplice smartphone

Gli studenti del liceo Maffei di Riva del Garda hanno 'virtualizzato' siti e oggetti artisticamente rilevanti per la città. Per farlo hanno utilizzato 'Replicate', un’app sviluppata dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento che permette la realizzazione di modelli 3D di oggetti ed edifici, grazie a fotografie scattate da un semplice smartphone. Il risultato, ottenuto all'interno del programma di alternanza scuola-lavoro, con il supporto dell’Unità TeV (Technologies of Vision) del centro ICT di Fbk, è una mappa in realtà aumentata. Durante le uscite sul campo gli studenti hanno avuto la possibilità di fotografare vari monumenti ed edifici rappresentativi, per ottenere modelli 3D grazie all’utilizzo dell’applicazione Replicoder. Gli edifici e i monumenti scansionati durante il progetto con FBK seguono un percorso architettonico, presente a Riva del Garda, tracciato da Giancarlo Maroni, architetto noto principalmente per il Vittoriale degli Italiani a Gardone, residenza del poeta Gabriele d’Annunzio, ma che contribuì alla ricostruzione di Riva in seguito alla prima guerra Mondiale e alla progettazione dell’attuale centrale idroelettrica. 

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Il percorso ha previsto quindi la ricostruzione di numerosi monumenti principalmente di epoca romana fra i quali il sarcofago romano dei Giardini Verdi, la Rocca, la chiesa di San Rocco, la spiaggia degli ulivi e la centrale idroelettrica. Utilizzando poi l’applicazione Wikitude, gli studenti del Maffei hanno potuto posizionare i modelli tridimensionali all’interno di una mappa reale, riuscendo poi a visualizzarli tramite il cellulare nella loro interezza. La particolarità dell’applicazione è che tutti gli studenti, con i loro telefoni, partecipano collaborativamente alla realizzazione dei modelli 3D, come spiega Fabio Poiesi, ricercatore di Fbk e tutor del progetto assieme a Paul Chippendale: "L’applicativo che hanno utilizzato gli studenti ha la particolarità di trasmettere direttamente le immagini su un server di ricostruzione. Sullo smartphone è possibile vederne l’anteprima mano a mano che si sommano le immagini girate dagli utenti. Così è possibile capire quali parti degli oggetti scansionati sono presenti e quali mancano".

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