Malaria, la relazione dell'Istituto Superiore di Sanità conferma: contagio in ospedale

Relazione dell'Iss sullamorte della piccola Sofia: escluso un contagio da zanzara, il ceppo è lo stesso delle due bambine del Burkina Faso ricoverate nello stesso reparto

Sofia, la bambina di quattro anni morta per malaria a Trento, ha contratto la  malattia in ospedale. Si esclude totalmente che il contagio sia avvenuto tramite la puntura di una zanzara. Il ceppo malarico è lo stesso di quello presente nel sangue di due bambine del Burkina Faso, poi guarite, ricoverate nello stesso periodo e nello stesso reparto. Il rapporto dell'Istituto Superiore della Sanità, spedito ieri sera dal Ministero alla Procura di Trento, che segue l'inchiesta, conferma le notizie che hanno riportato l'attenzione della stampa nazionale sul caso. Risultati, del resto, confermati il giorno stesso dal ministro Lorenzin.

Si tratterebbe dunque di un terribile errore umano, uno sbaglio in una procedura eseguita decine, centinaia di volte. Un errore fatale per la piccola, morta all'ospedale di Brescia 24 ore dopo la diagnosi di malaria nell'ospedale trentino. La relazione dell'Iss è però meramente informativa. La Procura ha dei suoi consulenti, due periti veronesi ai quali il Procuratore di Trento Marco gallina ha chiesto di poter velocizzare i tempi delle analisi. Solamente sulla base di questi ultimi, e delle cartelle cliniche sequestrate dai Nas in settembre, la magistratura potrà avere un quadro della situazione più completo e si arriverà forse a fare chiarezza su un caso, ad oggi, ancora irrisolto.

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