Malaria, conferenza stampa con il direttore dell'Apss Bordon

Gli ispettori al S. Chiara hanno raccolto documenti e testimonianze nel reparto di Pediatria. Parla il direttore dell'Apss: "Non mi sembra di aver riscontrato da parte di nessuno un'idea precisa della situazione"

Caso di malaria a Trento ancora misterioso: bisognerà aspettare ancora per conoscere le cause del contagio, fatale per la piccola Sofia. A Trento gli esperti del Ministero e dell'Istituto Superiore di Sanità hanno raccolto le cartelle cliniche della piccola paziente e delle altre due bambine ricoverate in Pediatria, affette da malaria e poi guarite, insieme ai referti del Pronto Soccorso, i documenti sulle procedure di ricovero, le testimonianze raccolte direttamente attraverso colloqui con il personale. I campioni di sangue sono invece sotto sequestro giudiziario, custoditi nel laboratorio di Microbiologia del S. Chiara, gli esami molecolari saranno svolti dall'Istituto Superiore di Sanità.

E' quanto ha dichiarato il direttore dell'Azienda Sanitaria Provinciale Paolo Bordon, dopo giorni di silenzio, in una conferenza stampa convocata sul caso, a quattro giorni dal decesso, per ora inspiegabile, della bimba. "E'  un caso anomalo, più che raro direi unico - ha detto il direttore dell'Azienda sanitaria - ed onestamente non so se si arriverà  ad una soluzione, potrebbe essere uno dei 10-15 casi irrisolti della storia recente italiana".

 

"Ora è importante stabilire se la coincidenza del ceppo esista o meno, al momento non c'è una risposta. Gli ispettori sono stati da noi per qualche ora  dopo un'analoga  visita  all'ospedale di Portogruaro. Non mi sembra di aver riscontrato in alcuno un'idea precisa della situazione - ha detto Bordon - c'è chiaramente la sensazione di un un'urgenza da parte di tutti ma si tratta di esami che necessitano di qualche giorno per essere completati".

Si attendono ancora i risultati dell'esame autoptico eseguito oggi pomeriggio dai medici veronesi Federica Bortolotti e Angelo cazzadori, su disposizione della Procura di Trento che gestisce l'inchiesta parallela a quella aperta dalla Procura di Brescia.

 

Questa mattina gli stessi ispettori sono stati nell'Ospedale di Portugruaro, in provincia di Venezia, dove la bambina era stata ricovrata durant una vacanza a Bibione con i genitori. Il direttore generale Carlo Bramezza ha ribadito come non vi fossero sintomi precisi della malattia al momento della dimissione della paziente, poi ricoverata a Trento. "Sul fronte ambientale, i campionamenti del dipartimento di prevenzione hanno accertato che sul litorale, e nello specifico a Bibione, non c’è presenza della specie di zanzara che può trasmettere la malaria" ha spiegato Bramezza, leggi la notizia su VeneziaToday.it, clicca qui...

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