"Mi scappava...": multato per velocità fa ricorso

Non ha evitato la multa l'automobilista beccato lo scorso aprile ben oltre il limite di velocità sulla statale del Caffaro, ha provato però a fare ricorso dicendo di andare veloce per soddisfare bisogni fisiologici

Correre (in auto) per "bisogni fisiologici" non evita la sanzione. Lo ha sancito il Giudice di Pace di Tione al quale aveva fatto ricorso un automobilista fermato nell'aprile 2015 dalla polizia locale per un eccesso di velocità accertato dal telelaser. La contestazione di una multa non è una novità (è, anzi, un diritto sancito dalla legge) ma di certo la  motivazione deve aver attirato l'attenzione del giudice.

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Il ricorsista ha infatti invocato lo stato di necessità (anch'esso previsto per legge ma per ben altri casi di urgenza) dichiarando di aver superato il limite sulla statale del Caffaro per "urgenza di soddisfare bisogni fisiologici". La causa ha fatto il suo corso con le relative udienze e solo pochi  giorni fa si è conclusa con la  sentenza del giudice che ha respinto il ricorso. Soddisfatti  i bisogni fisiologici la sanzione, di 169 euro, rimane. 

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