Monte Colo 1916: la più inutile delle battaglie inutili

Più volte il Trentino Book Festival si è occupato della Grande Guerra, giovedì sera lo ha fatto con la presentazione del libro di Luca Girotto “Il lago della morte”. Non si tratta del lago di Caldonazzo, che ha fatto da unico anfiteatro naturale dell’incontro sulla spiaggia del Bar Miralago, ma del Lago del Colo. Un piccolo specchio d’acqua a monte di Roncegno che recentemente ha fatto parlare di sé per la sua colorazione rossa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Girotto, medico dell'Ospedale di Borgo, è un habitue dei temi storici del conflitto di un secolo fa ed ha spiegato come avvenne quella battaglia sul Monte Colo fra il 15 ed il 16 maggio del 1916 dialogando con Pierluigi Pizzitola, delegato del Comune di Caldonazzo per la biblioteca. «La tattica delle truppe imperiali - spiega Girotto - era quella di tenere delle modeste azioni dimostrative violente per evitare che gli italiani si spostassero sugli Altipiani. La Valsugana aveva infatti un ruolo marginale nella Grande Guerra». Sul Monte Colo c'erano i fanti della Brigata Jonio, guidati dal generale Andrea Graziani, che portava avanti una filosofia decisamente da "eroe risorgimentale", «non pensando di abbandonare le posizioni e resistendo fino all'ultimo uomo».

Da una parte c'erano giovani calabresi, pugliesi, siciliani. Dall'altra le truppe imperiali costituite soprattutto da dalmati e rumeni. «Uno scontro inutile per entrambi i contendenti, che ignoravano la zona del campo di battaglia e si trovarono ad attaccare su un lago ghiacciato». In quel maggio il Lago del Colo, a 1750 metri sul livello del mare, era ghiacciato e coperto di neve. Dava l'impressione di essere un prato pianeggiante, tanto che i soldati vi sprofondarono. «Fra le truppe imperiali vi furono 873 caduti, quasi il 50% delle forze impiegate. Fu assurdo anche l'attacco notturno, in una notte che era però di luna piena». Battaglia inutile anche perché solo 5 giorni dopo gli italiani abbandonarono Monte del Colo.

Girotto poco prima del suo appuntamento al Tbf17 ha consegnato il suo ultimo lavoro sull'Ortigara, nel quale ha sottolineato il ruolo delle truppe francesi a supporto degli italiani, a scopo di evitare che gli austroungarici spostassero forte su altri fronti. Con i celebri "mori dei cannoni", gli artiglieri di origine senegalese e malgascia arruolati nelle forze francesi. Una serata in una cornice ambientale singolare, con Girotto che ha potuto spiegare alcuni passi del proprio lavoro indicando agli spettatori i luoghi naturali teatro del conflitto. Un secolo dalla Grande Guerra e 110 anni invece dalla nascita del Corpo Bandistico di Caldonazzo, che ha festeggiato con un libro (ricco di foto di Renzo Bortolini) il traguardo raggiunto. La serata per locali, ospiti turistici e interessati alla proposta culturale si è conclusa con un concerto del Coro La Tor e dei bandisti di Caldonazzo.

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