Khat, 55 kg di "amfetamina naturale" somala recapitati a Bressanone

Si tratta di una sostanza naturale, a tutti gli effetti classificata come droga. Due somali, residenti in Tirolo, avevano chiesto ad un 57enne altoatesino di fare da prestanome

Provenivano dalla lontana Addis Abeba ed erano destinati ad un 57enne di Bressanone i tre pacchi intercettati e sequestrati dalla Guardia di Finanza di Trento. All'interno dei tre grandi scatoloni i finanzieri hanno trovato ben 55 chili di quella che vine classificata a tutti gli effetti come droga. Il khat, dall'arabo qāt, una sostanza che si ricava dall'omonima pianta, originaria proprio del Corno d'Africa (qui la scheda su Wikipedia).

Chiamata dai media anche "amfetamina naturale", o "droga dei poveri", a seconda delle inclinazioni, questa sostanza è stata classificata come droga nel 1980 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. I pacchi sono stati intercettati all'aeroporto di Malpensa dal personale della Dogana.

Si è presto scoperto che il destinatario, incensurato, era completamente ignaro del fatto che i pacchi contenessero droga. In pratica la sua funzione era quella di prestanome, dietro modesto compenso, su incarico di terzi che lo avevano convinto spiegando che si trattava di hennè per tatuaggi.

I due avevano fissato con il prestanome un appuntamento in un bar di Bressanone per farsi consegnare la merce. All'appuntamento si sono presentati però i finanzieri che hanno così identificato e denunciato i due, 33 e 39 anni, entrambi di origini somale e residenti in Tirolo. 

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