Maltempo, internet ed il ritardo dei media. "Se non sei sui social non esisti"

Ad una settimana di distanza dal disastro il maltempo nelle vallate dolomitiche occupa ancora il dibattito televisivo. ma dov'erano i media in quei giorni? "Se manca internet si crea una zona buia, e nessuno si chiede come mai da quella zona non arrivi niente"

"Se non sei connesso non esisti. L'emergenza ha fatto solo risaltare una situazione che tocca vari ambiti, ormai la notizia o è in tempo reale o non c'è". A parlare è Flavio Broch, uno dei 193 abitanti di Sagron Mis, il comune trentino più lontano da Trento, a due passi dalla provincia di Belluno. Lì vive con Irene e con la loro figlia Maddalena, nata da pochi mesi. Il maltempo ha colpito meno duramente rispetto ad altre zone trentine e, soprattutto, bellunesi. Finita l'emergenza Flavio ha voluto condividere su facebook una riflessione sul ritardo che i media hanno avuto nel dare notizie dalle vallate dolomitiche, prima che il celebre video degli alberi abbattuti spopolasse, diversi giorni dopo, su tutti i social network. 

"Sapevamo benissimo che qualcosa sarebbe successo, era stata diramata un'allerta sensata e precisa - spiega Flavio, che è anche Vigile del Fuoco, oltre che presidente della Pro Loco - non era mai successo prima: già domenica l'ordine della Federazione era di tenere monitorata la situazione il più possibile con ronde 24 ore al giorno. Poi nella notte tra lunedì e martedì è arrivato: sentivamo gli alberi cadere, eravamo chiusi in casa con mia figlia, sono situazioni che ti mettono in uno stato di tensione, ma per fortuna non ci mancava niente. Mis è rimasto senza elettricità, il Cereda è stato chiuso qualche volta. Poi è passata, ci siamo sentiti fortunati: a Gosaldo si vedevano chiaramente le frane".

E' scattata quindi l'esigenza di raccontare subito la situazione, e al tempo stesso di cercare notizie sulle zone bellunesi dove abitano amici e conoscenti. A quel punto Flavio, che in passato ha anche gestito un blog ed è legato in vari modi al mondo della comunicazione, si è accorto di un fenomeno strano. "Cercando Rocca Pietore, o altre località, sui social non compariva niente. Noi abbiamo sempre avuto internet, anche nella nottata di maltempo, e capivo l'esigenza di chi è lontano di avere notizie delle persone del paese. da quelle zone nemmeno una riga sui quotidiani online, locali e nazionali".

Cosa ha generato questo silenzio, secondo te? Più importanti gli yacht di Rapallo?
"Non direi, non è questa la polemica che mi interessa. Molti hanno dato il via ad una polemica del tipo "ci siamo anche noi". Non è questo il punto. Piuttosto ho riflettuto sul ruolo dei media ed ho capito che oggi la notizia è in tempo reale, oppure non c'è. Leggevo sulle pagine di importanti quotidiani online: "mandateci le foto del maltempo". Tutto oggi è basato sui contributi che arrivano dai social. Ma se internet non c'è si crea una zona buia che letteralmente scompare dai radar".

Qualche esempio?
"Il sindaco di Rocca Pietore è dovuto andare in prima persona in un punto, non certo vicino, ancora coperto dalla rete per parlare ai TG locali e nazionali, quasi due giorni dopo il disastro. Per due giorni nessun giornalista si è chiesto: come mai non arrivano notizie, foto, post da quelle zone? E' una domanda che devi farti. L'assenza di flusso social indica che è successo qualcosa. Ma nessuno ha colto questo fatto. E la Carnia? Nessuno ha avuto notizie di quelle zone per giorni".

Ora, ad una settimana di distanza da quanto accaduto, si fanno trasmissioni ed approfondimenti sul disastro. Come vivete questo ritardo?
"Il video degli alberi abbattuti dal veto ha fatto il giro del mondo, è finito perfino sulla CNN. Ma perchè? Perchè qualcuno, con calma, finita la tempesta, ha fatto volare un drone creando immagini sicuramente di grande impatto. Ripeto: oggi la notizia o arriva comodamente via social oppure si crea un'isola buia, se sparisci dai social sparisci in tutti i sensi".

Quanto successo ha cambiato la tua visione del vivere in montagna? 
"Assolutamente no, anzi ho visto una volta in più che quassù c'è una solidarietà incredibile, sia organizzata che sontanea, che mi fa sentire molto sicuro. Il maltempo, purtroppo, ci ha fatto solo capire la distanza che c'è quando viene meno il "ponte" della comunicazione, ma qui abbiamo tutto ciò che ci serve. Drammi come questo possono avvenire ovunque, anzi forse più a valle può avvenire anche di peggio. Qui però c'è stata da subito una voglia di mettersi a lavorare per rimediare a quello che il temporale aveva fatto. Sono cose come questa che mi tengo ben strette". 

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