Niente Imis per chi demolisce e ricostruisce mantenendo i volumi

La proposta è contenuta nella legge finanziaria: in questo modo le demolizioni, con mantenimento della proprietà dei volumi, saranno equiparate alle ristrutturazioni, incentivate dalla Provincia. L'assessore Carlo Daldoss ha presentato la proposta ieri all'assemblea della Federazione degli agenti immobiliari

Esenzione del pagamento dell'Imis per chi demolisce edifici incongrui o fatiscenti, mantenendo in proprietà il volume dell'edificio abbattuto, e pootendo ricostruire anche fuori sedime. Lo ha annunciato ieri l'assessore all'urbanistica Carlo Daldoss all'incontro di Fimaa del Trentino, la federazione che riunisce gli agenti immobiliari, dal quale sono emersi dati di tiepida ripresa del mercato: +6% nella compravendita di immobili residenziali, mentre i l valore dei capannoni è crollato, con  punte del -50%.

La norma è contenuta in uno dei disegni di legge che compongono la finanziaria in discussione proprio in questi giorni in consiglio provinciale. Una norma che sembra andare nella direzione opposta rispetto alla ristrutturazione degli edifici esistenti: in realtà, dal punto di vista degli incentivi pubblici, o sgravi come in questo caso, la stessa categoria verrà usata sia per le ristrutturazioni, che per le demolizioni con ricostruzione totale. Ristrutturare sì, ma solo se ne vale la pena, questo in sostanza il pensiero di Daldoss: "Dobbiamo dunque spingere sul recupero dei volumi esistenti, uscendo da una visione un po' ideologica che vorrebbe che tutto venisse conservato".

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"Va conservato solo ciò che è effettivamente di pregio, ed andranno individuati gli edifici che rientrano in questa categoria, mentre nei centri storici si dovrà riqualificare con modalità attente al contesto urbano e architettonico" ha detto l'assessore  "Abbiamo un patrimonio costruito abbandonato che è enorme, possibilità di nuove costruzioni ce ne sono ancora molte ma la riqualificazione dell'esistente rimane un obiettivo assolutamente prioritario".

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