Furti in villa a caccia di Rolex e contanti con l'auto di un residente a Trento: arrestati

Sgominata una banda che operava tra le province di Udine e Gorizia e si serviva anche di un’auto intestata a un prestanome di Trento. Accertati più di una decina di colpi

Il bottino

Quattro persone condotte in carcere e una agli arresti domiciliari. È il risultato dell'operazione dei carabinieri di Palmanova, che hanno sgominato una banda dedita a furti e ricettazione. A finire in manette quattro nomadi e la moglie di uno di loro, che per la propria attività criminale si servivano di un’auto intestata a un prestanome residente a Trento, alla quale apponevano targhe finte.

Le indagini sono iniziate dopo una serie di furti in abitazione messi a segno nelle province di Udine e Gorizia lo scorso anno, tutti con lo stesso modus operandi. L’inchiesta, condotta dal Norm – Aliquota operativa della Compagnia carabinieri di Palmanova sotto la direzione del pm della procura udinese Elisa Calligaris, ha avuto origine in seguito a un episodio verificatosi in una villa di Manzano lo scorso 25 luglio. Nell’occasione i ladri, dopo aver forzato una finestra, erano entrati in casa e avevano messo fuori uso la centralina del sistema d’allarme per poter agire indisturbati.

Il bottino

Nel bottino racimolato orologi di marca Rolex, monili d’oro, pietre preziose, argenteria, cornici, quadri e capi d’abbigliamento griffato per un valore di alcune decine di migliaia di euro.  L'attività investigativa, condotta attraverso dei pedinamenti e il ricorso a una serie di attività tecniche più incisive, ha permesso di individuare tutti i componenti della banda. Nel periodo compreso tra la fine del settembre e il mese di ottobre 2019 i soggetti si sono resi responsabili di almeno 12 furti tra le province di Udine e Gorizia. Dopo aver individuato l’obiettivo effettuando una ricognizione o suonando il campanello per assicurarsi che in casa non ci fosse nessuno, entravano in azione indirizzando le proprie attenzioni al denaro contante, ai monili e alle eventuali casseforti presenti. Si servivano poi anche di un’auto intestata a un prestanome residente a Trento, che tenevano opportunamente custodita nel domicilio di alcuni di loro e sulla quale, al fine di renderla irrintracciabile, avevano applicato targhe adesive posticce, riferibili ad un veicolo analogo e regolarmente circolante a Udine.

Il materiale recuperato

Le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati hanno permesso di rinvenire una parte della refurtiva, un’ingente somma di denaro contante, alcune radio ricetrasmittenti di cui i soggetti si servivano per comunicare tra loro nel corso delle azioni criminose. Sequestrata anche l'auto utilizzata per commettere i furti.

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