Operazione della GdF tra Trento e l'Olanda: salvato un ragazzo sequestrato dai narcotrafficanti

Due anni di indagini, 28 ordinanze di custodia cautelare e oltre 200 kg di hashish sequestrato per l'operazione internazionale della Guardia di Finanza di Trento

C'è anchela liberazione di un ragazzino sequestrato da una banda di narcotrafficanti tra i risultati di una complessa operazione antidroga condotta dalla Guardia di Finanza di Trento in sinergia con alcune forze di polizia estere tra cui la Politie Midden-Nederland di Utrecht. Grazie alle informazioni fornite dagli inquirenti di Trento la polizia olandese è riuscita ad individuare il luogo in cui alcuni membri della banda tenevano in ostaggio il ragazzo, parente di un altro trafficante, come "pegno" per una partita di droga mai pagata. 

I fatti risalgono al luglio 2016 e sono stati resi noti oggi a conclusione delle indagini, scattate nell'agosto 2015, che hanno portato troncare un canale internazionale che riforniva anche la piazza trentina. Ventotto le ordinanze di custodia cautelare emesse a carico dei presunti membri della banda.

Sedici le persone arrestate in Italia, tutte con cittadinanza marocchina ed età comprese tra i 26 ed i 53 anni. Altre cinque persone sono state arrestate con Mandato di arresto europeo, in questo caso tre cittadini marocchini e due olandesi. Altri undici arresti di persone riconducibili allo stesso "flusso" sono stati eseguiti nel corso delle operazioni, in contemporanea a perquisizioni e sequestri di droga in Italia.

La Guardia di Finanza di Trento si è avvalsa anche della collaborazione con la Douane, la polizia doganale francese, che ha sequestrato, in autostrada nei pressi di Aix en Provence, 32,6 kg di hashish. Importanti anche i sequestri operati in Trentino e nel Nord Italia, per un totale di 234 kg di hashish tra l'ottobre 2015 ed il luglio 2016, hashish purissimo, trasportato in ovuli, che veniva poi tagliato con altre sostanze per aumentarne la rendita. 

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Nonostante le ramificazioni in Olanda, Francia e Spagna la banda, scrivono i militari nel comunicato, era "stabilmente radicata nella provincia di Trento, e disponeva di diverse cellule operanti in varie regioni dell'Italia centro-settentrionale". Le  partite di droga venivano trasportate in auto o in treno da "corrieri, assoldati all'occorrenza: persone insospettabili, come una donna spagnola che faceva la spola con l'Italia insieme alla figlia in tenera età, oppure uomini che si facevano accompagnare da "fidanzate" appositamente assunte per far sembrare più credibile l'idea di un viaggio puramente turistico.  

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