Ferrovia dell'Avisio, Gilmozzi frena: "Da sola è insostenibile, lo dice lo studio"

L'assessore cita uno studio dell'Università di Trento, redatto a maggio scorso, e non ancora consegnato ai consiglieri provinciali

La ferrovia dell'Avisio procede con il freno tirato. E' questa l'impressione generale che si evince dalla risposta dell'assessore alle Infrastrutture della Provincia di Trento  Mauro Gilmozzi all'interrogazione del consigliere del Movimento Cinque Stelle Filippo De Gasperi  in merito all'impegno preso sul progetto dalla Giunta provinciale nel 2014, in base ad un'apposita mozione apporovata dal Consiglio.

"L'unica possibile prospettiva è quella di inserire la costruzione e soprattutto il finanziamento di questa ferrovia in una strategia di lungo termine che abbracci un contesto più ampio di quello locale, confrontandosi ed integrandosi con altre iniziative di livello nazionale e sovranazionale” ha spiegato l'assessore, sulla scorta  di uno studio sia ingegneristico che economico redatto dal Dicam, il Dipartimento di ingegneria dell'Università di Trento. 

Lo studio, costato alla Provincia 45mila euro, era pronto già nel  maggio scorso. "Sarà mia cura inviarlo a breve al Consiglio provinciale  ed ai soggetti interessati" ha detto Gilmozzi. Insomma, la ferrovia dell'Avisio come opera a sè sarebbe insostenibile. Tutto lascia intendere che i benefici siano sproporzionati rispetto ai costi, ed è forse per questo che se ne parla sempre meno.

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La situazione sarebbe diversa se l'opera fosse inserita, e quindi finanziata, all'interno di un progetto più ampio, ma forse il Trentino ha già "perso il treno" rimanendo indietro rispetto, per esempio, a Veneto ed Alto Adige, che hanno già firmato una convenzione per la linea Bolzano-Cortina, attraverso la già  esistente ferrovia della Val Pusteria. 

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