Eccedenze alimentari per aiutare chi ne ha bisogno: commercianti ed associazioni discutono il Ddl

Audizioni in Quarta commissione per il Disegno di legge, frutto delle proposte dei consiglieri Viola, Civico e Avanzo, che si propone di regolamentare la distribuzione di eccedenze alimenntari a favore dei bisognosi

Commercianti ed esercenti guardano favorevolmente alla proposta di legge sulle eccedenze alimentari, discussa nei giorni scorsi dalla Quarta Commissione consiliare. Il "sì" di Confcommercio arriva dalla responsabile dell'Ufficio legislativo Mila Bertoldi che, dopo aver avuto parole di appprezzamento per il Ddl, ha chiesto anche una riduzione dell'aliquota Irpef e Irap e agevolazioni sulla tassa dei rifiuti per le imprese che sottoscriveranno i protocolli di collaborazione previsti dalla norma.

Se il principio della norma è degno di lode, qualche perplessità la sollevano le modalità, dal punto di vista fiscale, con le quali i ristoranti dovrebbbero donare le eccedenze. Una richiesta che arriva  anche "dall'altra parte", ovverro dalle associazioni cone Banco Alimentare, che  già si  occupano di raccolta cibo. A chiederlo è Antonino Deola, responsabile trentino di Banco Alimentare: la  legge deve agire su punti concreti per essere efficace.  Dal punto delle norme HCCP la pratica è già permessa e di fatto già in uso, ha spiegato Rosa Lia Magalò portando alcuni esempi virtuosi attuati in Trentino dall'Azienda sanitaria in collaboazione con mense e catering.  

A recuperarele eccedenze alimentari nei supermercati, da anni, sono i tanti volontari di Trentino Solidale, operativi in ben 333 punti vendita in Trentino ed in Veneto per recuperare cibi in scadenza. Il presidente Giorgio Casagranda ha accolto con favore il Ddl che renderebbe quindi più ufficiale una pratica già adottata  in Trentino. 

Il testo deve avere anche una finalità educativa, secondo Roberto Calzà direttore della Caritas Diocesana: "La distribuzione degli alimenti dovrebbe nel contempo promuovere e rispettare insegnamenti sull'educazione alimentare, per evitare che ci siano soggetti che "vanno a fare la spesa gratis" tre volte in settimana, sviluppando una mentalità diseducativa. Infine si dovrebbe capire se sia possibile identificare i soggetti distributori, come coordinarli e come qualificarli e individuarne le responsabilità". 

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