Sequestro di persona per una partita di marijuana, cinque arresti

Un "sottoposto" poco più che ventenne sequestrato dai malviventi, il padre pagò 7000 euro per liberarlo. Ora i cinque sonno stati arrestati

E' una vicenda che unisce traffico di droga e violenza, controllo del territorio e dei "sottoposti", quella portata alla luce dai carabiniieri della Valsugana nel corso di una complessa operazione che ha portato all'arresto, questa mattina all'alba, di cinque persone, presunti membri una banda di trafficanti operativa in Trentino.

Oltre ai reati legati al traffico di stupefacenti viene contestato un sequestro di persona. La vittima, un soggetto legato alla banda, poco più che ventenne, ha raccontato di essere stata rapita e picchiata dai cinque  i quali l'avvrebbero minacciata di continuare a tenerla sotto sequestro finchè il padre non avesse pagato 7000 euro come "risarcimento" di una partita di marijuana affidatale, rubata da altri due spacciatori, in seguito indagati in un'altra operazione dei carabinieri di Cavalese.

L'ostaggio è stato liberato dietro pagamento da parte del padre. I cinque, cittadini italiani ed albanesi per lo più giovani, non sapevano però di essere già oggetto delle attenzioni del Nucleo Investigativo a causa del traffico di droga. I militari hanno quindi potuto accertare, tramite intercettazioni telefoniche, anche il grave episodio del sequestro di persona al quale evidentemente i malviventi hanno fatto riferimento in telefonate successive. Questa mattina all'alba è scattato il blitz dei carabinieri a Pergine ed a Levico, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Trento. 

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