Mafia nigeriana: a Trento in giornata per spacciare, 35 arresti

Vasta operazione della Procura di Trento per sgominare un'organizzazione criminale ben strutturata ed efficiente. Spacciavano nelle vie del centro e tornavano a Verona con l'incasso

Il Vicequestore Tommaso Niglio con gli agenti della Mobile

Pendolari della mafia nigeriana a Trento per spacciare, con incassi che potevano arrivare a 8.000 euro ed una rete di contatti che assicurava un flusso continuo di clienti. Sono 35 le persone arrestate nell'operazione "Sommo Poeta" condotta dalla Polizia di Stato di Trento, con perquisizioni ed esecuzioni di ordini di custodia in carcere anche in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Puglia e perfino in Germania.

Il nome dell'operazione viene dai giardini di piazza Dante, nei pressi della stazione ferroviaria, noto luogo di spaccio in città. Gli inquirenti però si sono ben presto trovati di fronte a gruppi di pusher che arrivavano a Trento al mattino per poi ripartire a sera con l'incasso. Veri e propri pendolari della droga. Venditori che avevano, ovviamente, dei compratori: sono 40 i consumatori segnalati nel corso delle indagini. 

Maxioperazione: 35 arresti, un'orgaizzazione di stampo mafioso

Eroina e marijuana le sostanze sequestrate nel blitz scattato all'alba di martedì 3 dicembre. Trentacinque gli arresti (27 in esecuzione di ordini di custodia e 8 in flagranza di reato) di cui 4 in Trentino (a Trento e ad Ala), uno in provincia di Bari ed uno in Germania in collaborazione con la polizia tedesca. Gli altri 29 arresti sono stati eseguiti a Milano, Brescia, Cremona, Mantova, Piacenza, Ferrara, Treviso, Rovigo e nelle vicine città di Vicenza e Verona, quest'ultima luogo di residenza dei vertici della banda che operava in Trentino. Tutte le persone coinvolte hanno cittadinanza nigeriana. 

Il capo "Iron Boss" mandava gli spacciatori da Verona

Associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti: questo il reato ipotizzato anche se l'organizzazione ha tutte le sembianze di una vera e propria mafia. In particolare del materiale sequestrato a Verona in un negozio etnico nei pressi della stazione di Porta Nuova, sul quale c'è per ora il massimo riserbo, contribuirà a far valutare alla Procura se sussistano gli estremi per considerarla un'organizzazione mafiosa, come previsto dal Codice penale. 

La Polizia: "Fondamentali alcune brave persone della comunità nigeriana"

Le indagini hanno preso il via all'inizio del 2019. "Fondamentale è stato il gioco di squadra - ha spiegato il Capo della Squadra Mobile di Trento Tommaso Niglio - una squadra formata da Questura, Procura, cittadini, ma anche da tante persone della comunità nigeriana che ci aiutano, persone perbene. Senza di loro quest'indagine non si sarebbe mai fatta, è importante sottolinearlo".

"E' evidente che dietro lo spaccio c'è sempre un'organizzazione - ha detto il Procuratore di Trento Sandro Raimondi - quando uno vede uno spacciatore, a monte c'è sempre qualcun altro. Organizzazioni, in contrasto tra loro o che lavorano insieme. Camorra e 'Ndrangheta ormai lavorano insieme, non si pensi alle "cosiddette guerre tra clan". Il sistema è più complesso". 

I canali di approvigionamento scoperti dagli investigatori trentini sono tutti nigeriani. Ma è chiaro che la sostanza non arriva dalla Nigeria. L'arresto in Germania fa pensare ad un giro di droga internazionale. In qualche caso sono stati anche scoperti dei veri e propri "corrieri" con gli ovuli di eroina nella pancia, pratica pericolosissima che solo chi non ha nulla da perdere, in cambio di un guadagno facile, può utilizzare.
 

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