Messaggi vocali vuoti: ogni secondo un grammo di droga

Emergono nuovi dettagli dall'operazione che ha portato in carcere 12 persone accusate di gestire un giro di coca e hashish in Val di Non

foto di repertorio

"Cioccolato" e "cartongesso" per indicare hashish e cocaina. Ma anche un fantomatico "paese dei balocchi": così era chiamato il luogo di spaccio a Fondo in Val di Non, utilizzato per il giro di compravendite scoperto dai Carabinieri, che nei giorni scorsi hanno arrestato dodici persone al'interno dell'operazione "Postalmarket". Oltre ai reati legati agli stupefacenti c'è anche l'ipotesi di associazione a delinquere.

Messaggi vocali vuoti per la quantità di droga

Gli inquirenti hanno diffuso nuovi dettagli sulle intercettazioni relative al giro di droga sgominato in valle. Novità, in questo senso, la tecnica dei messaggi vocali vuoti, spediti per indicare il quantitativo di droga richiesto: tanti secondi di durata, tanti grammi di "merce". I due fratelli albanesi a capo della banda si avvalevano della collaborazione di connazionali residenti nel bresciano, ma in carcere sono finiti anche quattro italiani.

Auto di grossa cilindrata per le consegne

La "staffetta" da Brescia utilizzava sempre auto diverse sfruttando il fatto che la moglie di uno degli affiliati fosse amministratrice di un'autoconcessionaria. In ogni occasione venivano sempre utilizzate auto di grossa cilindrata, segno distintivo del ramo bresciano della banda. Altro aspetto che indica come i trafficanti fossero tutt'altro che dilettanti è la "contabilità" del giro d'affari, regolarmente segnata in appositi registri.

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Una donna tra i capi della banda

Un ulteriore aspetto dell’indagine è dato dal ruolo dell’unica donna del gruppo. Cittadina albanese, residente a Bolzano ma con rapporti in Val di Non, era riuscita a conquistarsi la piena fiducia dei due fratelli. Questi avevano discusso il suo ruolo anche con i più alti livelli dell’organizzazione, superando così il loro iniziale scetticismo. I due avevano così deciso di investire sulla città di Bolzano per ritagliarsi una spazio nel "mercato" dello spaccio. La donna si era detta pronta a fornire il proprio sostegno logistico ed operativo.

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