Dolomiti su Street View anche d'inverno, ma si pensa anche a mappare le strutture obsolete

Prosegue il progetto di mappatura fotografica a 360° sulle Dolomiti, ora i rilevatori cammineranno con lo zaino-fotocamera Trekker anche d'inverno per restituire panoramiche dei sentieri accessibili tutto l'anno

La terza fase del Google Trekker Loan Program promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco è partita da pochi giorni: l’obiettivo è mappare nuovi itinerari delle Dolomiti, in particolare gli anelli panoramici e i percorsi adatti alle famiglie, accessibili anche nella stagione invernale. Nei mesi di febbraio e marzo, con il supporto del CAI, della SAT e dei Parchi che condividono il territorio con quello tutelato dall'Unesco, i tecnici addetti alle rilevazioni effettueranno sopralluoghi per raccogliere, a piedi o con le racchette da neve, nuove panoramiche da aggiungere alla piattaforma Street View.

La “mappatura”, partita alla fine dell’estate 2014, è suddivisa in diverse fasi, il progetto giunge in questi mesi al suo terzo step. I rilevatori, ovvero coloro che andranno a  mappare il territorio, saranno dotati di uno zaino speciale chiamato ‘Trekker’. Si tratta di uno zaino ipertecnologico di 18 chili, alto un metro e venti, alla cui estremità, sorrette da una robusta staffa, sono montate 15 piccole telecamere digitali. Le mappe e le panoramiche realizzate nelle prime due fasi del progetto sono visibili attraverso la pagina dedicata sulla piattaforma streetview clicca qui...

Parallelamente prosegue anche il progetto di mappatura e di studio delle strutture obsolete  presenti all'interno delle nove aree protette dall'Unesco. Si tratta di  un progetto affidato all'Università Iuav di Venezia che intende studiare strutture che in qualche modo "stonano" con il paesaggio circostante: edifici abbandonati, impianti in disuso, baracche ed infrastrutture fatiscenti.

"Studiare le strutture obsolete significa capire più a fondo le dinamiche che interessano il paesaggio dolomitico. Se le osserviamo come elementi di un sistema, e non solo come oggetti singoli, possono rivelarsi documenti interessanti di come l’uomo ha usato o sta usando la montagna. Inoltre, l’indagine può dirci qualcosa sui valori che vengono attribuiti al paesaggio dolomitico. Il termine “obsoleto” contiene una sfumatura di senso negativo, indica qualcosa che è in contrasto con il contesto in cui si trova" spiegano i responsabili del progetto. 

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