Non solo Scaletta: ecco la mozione per vietare il consumo di alcolici in piazza

Il problema non è solo la Scaletta, scrivono 14 consiglieri comunali: "chi frequenta la piazzetta del Conservatorio si porta borse di alcol da casa"

Non solo la Scaletta al centro della polemica sulla "movida" studentesca trentina, ma tutta la zona della piazzetta del Conservatorio. Nel giorno in cui il Comune di Trento presenta l'ordinanza di chiusura anticipata, alle 22.30, per la storica osteria, da qualche anno presa d'assalto dagli universitari, le minoranze in Consiglio comunale presentano compatte una mozione per arginare le situazioni di degrado denunciate dai residenti.

Le sigle presenti in calce alla mozione sono quele di Lega, Civica,Progetto Trentino, Forza Italia e Movimento Cinque Stelle: ben 14 consiglieri a sostegno del documento che elenca i mali della piazzetta, dallo spaccio alle bottiglie ritrovate al mattino dai genitori che accompagnano i figli all'asilo, dagli schiamazzi all'imbrattamento dei muri.

Le foto circolate all'indomani della Notte Bianca, con bottiglie e lattine ovunque, potrebbero in realtà ben rappresentare qualsiasi mattino di qualsiasi giorno, domenica esclusa. In una città che fin dai tempi di piazza Santa Maria Maggiore, ora vuota, ha dichiarato guerra alla movida quest'ultima si sposta, complice anche la presenza in zona di quattro bar: oltre all'incriminata Scaletta ci sono Matrix e Le Note cafè, e naturalmente il locale più nottambulo della città, l'Accademia.

"L'ordinanza che riguarda la Scaletta non servirà a niente - si legge nel testo della mozione - gli avventori giungeranno da casa o dai supermercati con borse di alcolici. La soluzione deve essere quella di implementare i controlli di Polizia Locale, Polizia di Stato e Carabinieri e soprattutto l'emissione di un'ordinanza istituisca il divieto di consumo di alcolici nella piazza e nelle vie indicate". Per farlo, però, bisogna modificare il Regolamento di Polizia Urbana, e di fatto è questa la seconda richiesta degli estensori della mozione. In questo modo però il Comune potrà estendere il divieto, al bisogno, a qualsiasi via e qualsiasi piazza. 

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