Boschi devastati? Il meteorologo Lombroso: "La causa è nel ritiro dei ghiacci artici"

"Le velocità dei venti che abbiamo avuto sono paragonabili a quelle di un uragano di categoria tre: nemmeno un grattacielo è dimensionato per reggere quella categoria"

Il meteorologo Luca Lombroso

Boschi devastati in Trentino? La causa è del riscaldamento globale. Lo sostiene il meteorologo Luca Lombroso, che è stato intervistato dal quotidiano 'Linkiesta.it' sull'argomento e ha dichiarato: "Quello che accaduto in gergo si chiama 'downslope wind': si chiamano effetti orografici sui venti in caduta di pendio: la forma della valli e quella delle montagne hanno incanalato il vento rendendolo ancora più intenso, per questo motivo da alcune immagini si vedono 'strisciate' enormi rase al suolo e altre meno danneggiate". Il meteorologo ricorda quindi che a Passo Rolle la velocità del vento ha toccato i 217 chilometri orari: "A quelle velocità non rimane in piedi niente", è il commento di Lombroso.  

L'ipotesi è quella della cosiddetta 'amplificazione artica': "Il ritiro dei ghiacci del Polo nord implica cambiamenti di equilibrio delle temperature globali che causano come conseguenza un rallentamento della 'corrente a getto', una sorta di clima atmosferico che scorre generalmente a 10mila metri di altitudine. Aumentano gli scambi termici fra Polo nord ed Equatore, le situazioni dette 'nord-sud' che portano gelo, freddo, neve e quelle 'sud-nord' che portano alle grandi piogge. Non ci deve apparire eccezionale quello che è successo, vedremo in futuro altri fenomeni che non ci si aspetta perché abbiamo condizioni di non stazionarietà del clima. Lo so che può apparire catastrofista ma è così. Ciò che in passato era eccezionale non lo è più oggi".

Nell'articolo si fa quindi riferimento alle polemiche sulle presunte responsabilità, come l'aver investito su una monocoltura dell'abete rosso, albero redditizio ma fragile, alto ma con radici poco profonde. Secondo quanto riferito ancora da Lombroso sono considerazioni che "lasciano il tempo che trovano, perché si guarda il dito e non la luna. Il problema è che il vento tirava a 210 km/h. Dal punto di vista meteorologico non è stato un uragano e nemmeno una tromba d'aria, però nella scala Beaufort si definisce post uragano quando il vento è andato oltre i 119 km/h. Le velocità che abbiamo avuto sono quindi paragonabili a quelle di un uragano di categoria tre: nemmeno un grattacielo è dimensionato per reggere quella categoria".

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