Un altro decesso per coronavirus, i casi sono 171. Fugatti: "Giovani, state a casa nel weekend"

L'assessore Segnana ha annunciato il secondo decesso: è il parroco di Campitello di Fassa

Seconda vittima del coronavirus in Trentino: è il parroco di Campitello di Fassa, Luigi Trottner, di 86 anni. Era entrato all'ospedale di Cavalese l'11 marzo. Lo ha annunciato l'assessore provinciale alla Sanità Segnana durante l'ormai consueta conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione. Ieri era stata data la triste notizia del primo decesso in Trentino: una signora di 85 anni residente a Borgo Valsugana, deceduta al terzo giorno di ricovero. I casi ad oggi in Trentino sono arrivati a 171, compresi i 4 guariti. I casi a Trento sono meno di un quarto, 41, a seguire la cittadina di Pergine, con 19 casi.

"Abbiamo di fronte un peggioramento, sarà così anche nei giorni a venire, la crescita dei contagi di tre giorni fa è un terzo di quello che è oggi e sarà un decimo, probabilmente, di quello che sarà tra tre giorni. La vigilanza deve rimanere altissima. Gli effetti li vedremo tra 10 giorni" ha detto il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti.

Il presidente ha parlato dei numeri, di tutt'altra scala, di una realtà non molto lontana come Bergamo: "una situazione non lontana da noi che oggi ha avuto 71 morti, senza la possibilità che un parente possa nemmeno dirti addio. Lo dico per i giovani, anche in vista dei weekend: prendete consapevolezza di questo, è arrivato il momento di stare a casa, da soli e non in 5 o 6 o più, fatelo per i vostri nonni, fatelo per chi è più a rischio".

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Il presidente Fugatti ha voluto ringraziare  "tutti coloro che stanno permettendo al Trentino di continuare ad avere una vita normale, seppur nelle proprie case, chi lavora nei supermercati, nei negozi di beni di prima necessità, farmacisti, oltre ai medici, gli infermieri, tutti coloro che lavorano all'interno delle case di riposo e delle strutture sanitarie". Compresi i medici, pensionati, rientrati in servizio: "Ci sono medici che sono rientrati in prima linea, nei reparti, accanto ai malati, volontariamente".

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