"Da Cavalese a Trento con un'emorragia e al terzo mese di gravidanza"

Lo afferma il consigliere provinciale della Lega, Fugatti, che riporta una storia che sarebbe accaduta ad una coppia di Predazzo pochi giorni fa: all'ospedale di valle li avrebbero mandati a Trento con la propria auto perché non c'erano ambulanze disponibili

"Nei giorni scorsi una giovane coppia di Predazzo avrebbe avuto una esperienza tutt’altro che gradevole. La giovane ragazza della coppia, al terzo mese della prima gravidanza, avrebbe avuto una forte emorragia per cui spaventata si sarebbe recata con il compagno verso il Pronto soccorso di Cavalese. Una volta raggiunto il PS di Cavalese, il personale di turno avrebbe detto ai ragazzi di recarsi immediatamente presso l'ospedale di Trento con la propria macchina, poiché l’ambulanza non era disponibile".

Lo scrive in una interrogazione il consigliere provinciale della Lega Nord, Maurizio Fugatti, che racconta la brutta avventura che sarebbe capitata ad una coppia della valle di Fiemme pochi giorni fa, una storia che poi qualcuno ha segnalato al consigliere provinciale, che ora chiede alla Giunta di confermare l'eventualità.

Sempre secondo quanto riporta Fugatti, "La giovane coppia, comprensibilmente in ansia, si sarebbe immediatamente messa in viaggio verso l'Ospedale di Trento, ma sarebbe riuscita a raggiungere l'ospedale solo un’ora e mezza dopo aver lasciato la propria abitazione, avendo dovuto percorrere il tragitto interamente lungo la strada statale, a causa della chiusura del Casello A22 di Egna Ora in direzione Sud".

Fortunatamente, stando al resoconto del consigliere che - ricordiamo - attende una conferma dall'assessorato competente - "si è concluso al meglio, la giovane sarebbe stata soccorsa dai medici del Santa Chiara e ora la gravidanza procederebbe regolarmente. Ma chiediamoci cosa sarebbe potuto accadere lungo il tragitto, i due giovani hanno dovuto affrontare il viaggio verso Trento con il proprio autoveicolo, senza alcuna assistenza, l'ambulanza non era disponibile per operare il trasferimento, e se fossero sorte delle ulteriori complicazioni?", chiede Fugatti.

Se la vicenda fosse effettivamente confermata, commenta Fugatti, sarebbe l'ennesimo campanello d'allarme che dovrebbe far riflettere circa la necessità di fornire gli ospedali periferici ed i punti nascita delle Valli di risorse, strumenti e mezzi necessari ad affrontare qualsiasi evenienza piuttosto che depotenziarli". 
 

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