Furto alla Veterinaria Tridentina: ecco come la banda preparava i colpi

Secondo gli inquirenti il gruppo ha dimostrato estrema perizia nel disinnescare ogni tipo di antifurto dei magazzini da svuotare, ma anche nell'utilizzo di auto a noleggio come staffette da Napoli e da altre città d’Italia per seguire i camion da rubare prima dei colpi

I quattro arrestati per il colpo alla Veterinaria Tridentina sono ritenuti dagli inquirenti "soggetti pluripregiudicati pienamente inseriti in un circuito
criminogeno e specializzati in reati contro il patrimonio, capaci di organizzare con professionalità, spregiudicatezza e determinazione furti mirati di merce di valore". È uno dei passaggi dell'ordinanza del Gip di Trento nei confronti della presunta banda specializzata in furti in grandi aziende smantellata con una operazione dei carabinieri pochi giorni fa. Le indagini eseguite proprio dai carabinieri di Trento, hanno consentito di verificare come il gruppo facesse sopralluoghi mirati per verificare la presenza di vigilanza armata attorno alle aziende da derubare e anche per individuare i cavi elettrici e telefonici che garantivano la videosorveglianza o gli allarmi delle aziende.

Oltre al furto a Trento, i militari del Nucleo investigativo contestano ai 6 uomini anche il furto di un camion a Bussolengo, che era servito per il colpo a Trento, ma anche il furto di pellami, per un valore di 180.000 euro, commesso a Civitanova Marche ad inizio gennaio 2018. I sei si sarebbero inoltre resi responsabili, secondo gli inquirenti, del tentativo di furto presso un'altra grossa azienda di pellami a Montecosaro, sempre nelle Marche.

Secondo gli inquirenti, che in nemmeno 3 mesi hanno individuato i componenti della banda, il gruppo ha dimostrato "estrema perizia nel disinnescare ogni tipo di antifurto perimetrale o volumetrico dei magazzini da 'svuotare", ma anche nell'utilizzo di auto a noleggio utilizzate come staffette da Napoli e da altre città d’Italia per seguire i camion che potevano essere rubati immediatamente prima del colpo in altre città e, così, essere poi pronti per il carico di merce rubata. Secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, la banda colpiva in media una azienda al mese, con bottini che superavano sempre i 100.000 euro.
 

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