Lavoratori sfruttati nel ristorante cinese, la Cgil: "Inutile ignorare il problema"

"Inutile pensare che il problema in Trentino non esista". Così il segretario provinciale del sindacato condanna l'episodio portato alla luce dalla Guardia di Finanza

L'arresto al termine dell'operazione "Giardino Orientale" della GdF

Ferma condanna, ma anche allarme per un episodio non proprio isolato in Trentino, da parte della Cgil provinciale dopo l'arresto di due persone, accusate di aver sfruttato 12 lavoratori segregati in appartamenti fatiscenti. “Le condizioni in cui queste persone sono state costrette a lavorare sono indegne. Qui non è solo una situazione di sfruttamento, già di per sé molto grave, sembra esserci qualcosa di peggio. In questa vicenda si è superato il limite dell'umana dignità. Un grande plauso alla Guardia di Finanza che è intervenuta a tutela dei dipendenti e contro i loro aguzzini” dice il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, 

“Negli ultimi mesi le forze dell'ordine e gli organismi ispettivi dell'Inps, hanno più volte evidenziato casi di pesante irregolarità. Più volte, anche da parte nostra, si è denunciata la presenza di società che forniscono manodopera nel turismo attraverso appalti illeciti e che non pagano i contributi ai lavoratori. Tutti gli attori, siano essi pubblici o privati come nel caso nostro o delle associazioni degli imprenditori, devono vigilare: non si può fare finta che il fenomeno non esista"

Casi che riiguardano soprattutto lavoratori stranieri, categoria più debole a causa delle condizioni precarie di ermanenza sul suolo italiano, legate appunto al contratto di lavoro: “Ha detto bene Maurizio Landini: se ci vogliamo occupare dei problemi del paese, invece che dei neri, dovremmo contrastare con più forza il lavoro nero". 

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