La chiesetta di San Marco a Passo Buole, sepolta dalla Grande Guerra e tornata alla luce

Durante il conflitto fu un luogo di speranza per migliaia di soldati, poi fu riconquistata dal bosco. Riscoperta qualche anno fa, dopo lunghe ricerche, oggi la sua storia è raccontata in un libro che sarà presentato venerdì sera ad Ala

Un luogo di conforto in mezzo alle sofferenze della Grande Guerra, sepolto nel silenzio del bosco una volta terminato il conflitto, e con esso la sua funzione. La cappella di San Marco a Passo Buole è stata, durante la guerra del 1915-1918, il luogo che ha accolto le preghiere dei soldati italiani in una delle zone più martoriate del fronte. I villaggi militari sulla cresta tra ilpasso ed il monte Zugna ospitarono in quel periodo fino a 15mila uomini. La piccola chiesa venne eretta, probabilmente nel 1917, dalla brigata Venezia ed intitolata al santo patrono della città lagunare. Dopo la guerra venne letteralmente sepolta dalla vegetazione tanto che a sopravvivere fu solamente il ricordo, ancora vivo nella memoria degli alensi, e qualche documento dell'epoca.

E' su queste basi che i volontari dell'associazione Memores hanno mosso i primi passi alla ricerca della "chiesa perduta". La zona dove cercare era indubbiamente quella del passo, ma la posizione esatta era sconosciuta. Si può solo immaginare l'emozione di Paolo leonardi, coordinatore degli scavi, nel veder spuntare dal sottobosco i primi segni del manufatto. Parallelamente Massimiliano Baroni, curatore del libro sul recupero e restauro della chiesa, ha condotto le ricerche negli archivi comunali trovando fotografie e testimonianze dell'epoca, con il contributo fondamentale dell'appassionato di storia locale Tiziano Bertè e del ricercatore, ora scomparso, Leo Setti.

Il loro lavoro è raccontato, insieme alla storia della cappella durante la Grande Guerra, in un libro curato da Massimiliano Baroni intitolato “La cappella di San Marco sullo Zugna alense”. Il volumetto raccoglie la storia delle operazioni di recupero, materiale fotografico e d'archivio, tutto raccolto dagli appassionati di storia di Memores. Venerdì 23 giugno alle ore 20.30 il libro sarà  presentato ad Ala presso l'Auditorium della Cassa Rurale Bassa Vallagarina, mentre domenica 2 luglio, alle 10.30, dopo cento anni, verrà celebrata una nuova messa in quel luogo, dove vissero, e purtroppo morirono, numerosi soldati italiani ed austriaci.

“Con questo lavoro onoriamo la fine del centenario – dice il curatore del libro, Massimiliano Baroni – e vogliamo ricordare le morti avvenute in entrambi gli schieramenti, senza ideologie. Purtroppo le commemorazioni della Prima guerra mondiale, partite con grande slancio, ora sono sotto tono. Il nostro timore è che non si facciano i conti con la storia, e si perda l'occasione di ricordare la pace di cento anni fa”.

“Per Memores è il manufatto più importate ritrovato - ricorda il presidente dell'associazione, Daniele Tinelli - Un luogo voluto da chi ha combattuto ed ha visto morire i propri commilitoni in un conflitto dove la pietà è stata cancellata dalla voglia di sopraffazione sull’altro, sul nemico. Pensare che questi soldati costruirono un luogo di pace e di fede su un terreno che vide centinaia di vite spezzate fa ancor oggi rabbrividire.”.


 

Potrebbe interessarti

  • Enorme masso cade sulla strada del passo Gavia: foto impressionanti

  • Jovanotti a Plan De Corones, la Provincia vieta di andarci a piedi o in bici

  • Brenta: chiuse le ferrate Detassis e Bocchette Centrali

  • A22 da "bollino nero": code da Bressanone ad Affi

I più letti della settimana

  • Jovanotti arriva a Plan De Corones: "Il concerto deve finire alle 20.30, venite presto"

  • Enorme masso cade sulla strada del passo Gavia: foto impressionanti

  • Jovanotti a Plan De Corones: la pioggia non ferma la festa

  • Fermati con 33 chili di funghi nell'auto: multa da 1.000 euro per quattro turisti

  • Jovanotti a Plan De Corones, la Provincia vieta di andarci a piedi o in bici

  • Prende a martellate marito e figlia poi telefona alla Polizia: "Li ho uccisi io"

Torna su
TrentoToday è in caricamento