Celiachia, appello alla politica: "Dieta senza glutine anche fuori casa"

Sono 1.750 le persone alle quali fino ad oggi l'azienda sanitaria provinciale ha diagnosticato la celiachia. Nel 2013 le nuove diagnosi sono state 160: il 52% è costituito da ragazzi che hanno meno di 15 anni

Aic Trentino, l'associazione italiana celiachia, chiede l'attuazione della legge provinciale per garantire la dieta senza glutine anche fuori casa, con la formazione specifica degli operatori di mense e ristoranti. La presidente, Rosanna Giramonti, lo ha detto durante l'assemblea annuale dell'associazione svoltasi a Mattarello. Giramonti ha evidenziato l’urgenza per Aic di essere affiancata, come già avviene nelle altre regioni, dal Sian (il Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’azienda sanitaria) nella gestione degli interventi informativi e formativi rivolti a tutti gli operatori che si confrontano con le esigenze delle persone celiache sia nella ristorazione collettiva (mense scolastiche, ospedali, case di riposo, luoghi di lavoro, ecc.), sia nella ristorazione privata. La salute dei celiaci infatti, specie se bambini e adolescenti, dipende dalla possibilità di trovare un’alimentazione fuori casa (afc) adatta alla loro necessità di assumere esclusivamente prodotti e piatti senza glutine. Ciò rende indispensabile che gli operatori della ristorazione conoscano la celiachia e sappiano evitare di contaminare con il glutine contenuto soprattutto nella farina di grano i prodotti e gli alimenti preparati, offerti e serviti in tavola. Oggi sono i soli volontari di Aic Trentino ad occuparsi di garantire e di controllare costantemente che nella nostra provincia i ristoranti, gli alberghi e altri pubblici esercizi offrano alimenti senza glutine. Ma anche nelle mense pubbliche, scolastiche e degli ospedali, non sempre la preparazione di chi gestisce questo servizio è sufficiente per tutelare la salute dei celiaci attraverso una dieta corretta, vale a dire rigorosamente gluten free. Ecco perché l’intervento dell’azienda sanitaria, previsto dalla legge provinciale, diventa a questo punto determinante per dare supporto all’impegno di Aic. Aic che con i propri volontari lavora su più fronti e che ultimamente ha preso contatto anche con Mc Donald’s perché offra anche prodotti senza glutine, con l’associazione Bed&Breakfast di qualità del Trentino e l’Associazione Upipa (Unione provinciale istituzioni per l’assistenza, cioè case di riposo). Sono 1.750 le persone alle quali fino ad oggi l'azienda sanitaria provinciale ha diagnosticato la celiachia. Nel 2013 le nuove diagnosi sierologiche di celiachia sono state 160 e tutte hanno trovato conferma nel successivo esame gastroenterologico. Di questi 160, il 52% è costituito da ragazzi che hanno meno di 15 anni. Fatto inconsueto: in quattro casi le diagnosi hanno riguardato bambini entro il primo anno di vita. La distribuzione nei vari distretti sanitari della provincia è omogenea. Ad assicurare la disponibilità della Provincia a collaborare strettamente con l’associazione a questo scopo è stata l’assessora alla salute e alla solidarietà sociale Donata Borgonovo Re, la quale ha sottolineato che la celiachia è una "malattia sociale di cui vari servizi devono farsi carico".  

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