Malaria, parla il direttore Bordon: "Potrebbe essere uno dei dieci casi irrisolti italiani"

"Onestamente non so se si arriverà ad una soluzione del caso, certo sarebbe grave". Gli esami per rintracciare il dna di Plasmodium nei campioni della piccola Sofia potrebbero anche concludersi con l'impossibilità ad identificare il ceppo di malaria

Tra le varie ipotesi aperte sul caso di malaria a Trento ce n'è una che rischierebbe di chiudere tutte le altre: quello della piccola Sofia potrebbe rimanere un caso irrisolto. Come riferito oggi in una conferenza stampa convocata dal direttore generale dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon (clicca qui) i campioni posti sotto sequestro dai Nas e custoditi nel reparto di Microbiologia del S. Chiara sono di due tipi: un prelievo fatto alla piccola paziente il 17 agosto durante il primo dei due ricoveri a Trento, dove era stata trasferita dall'ospedale di Portogruaro, ed un campione di materiale  biologico, sempre sangue, ma in quantità minori. Un "vetrino", come si dice in gergo medico, che nel frattempo potrebbe essersi deteriorato o che potrebbe una quantità insufficiente di dna del protozoo Plasmodium per identificarne con certezza il  ceppo.

Se gli esami sul prelievo esegito il 17 agosto dovessero presentare tracce di malaria significherebbe che la bambina è stata contagiata prima dell'ingresso al S. Chiara. Qualora l'esito dovesse essere negativo non resterebbe che ricercarne le tracce nel secondo campione, che appunto potrebbe non consentire l'esatta identificazione. 

VIDEO, BORDON (APSS): "I CAMPIONI  POTREBBERO  NON ESSERE SUFFICIENTI" clicca qui...

Un finale senza risposte, al quale ha accennato anche il direttore Bordon: "Onestamente non so se si arriverà ad una soluzione del caso, certo sarebbe grave, ci troveremmo davanti ad un caso di criptogenetica, uno dei 10-15 casi senza risposta della recente storia medica italiana. Preciso che da parte del personale e di tutti c'è un forte attaccamento al caso, la volontà è quella di scoprire la verità anche per la famiglia di Sofia, siamo vicini alla loro compostezza nel dolore". Nel frattempo da Brescia l'autopsia conferma la morte per malaria.

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