Nasce Casa Sebastiano, centro all'avanguardia per capire e curare l'autismo

Taglio del nastro a Coredo per la struttura, unica in Italia ed in Europa, dedicata a giovani affetti da disturbi dello spettro autistico. Il sogno dell'impenditore Gianni Coletti e degli altri fondatori è ora realtà

Giornata di festa oggi a Coredo per l'inaugurazione di Casa Sebastiano, struttura unica in Italia, che accoglierà bambini e bambine affetti da autismo. L'edificio sorge sull'area che fu dell'ex colonia montana Monopoli di Stato, 4000 metri quadrati e 7000 metri cubi di volumi. La struttura servirà ad ospitare, per periodi di diversa durata, ragazzi con disturbi dello spettro autistico attraverso percorsi di crescita, di miglioramento e di cura. Ne è un esempio la "camera multisensoriale" che abbiamo descritto in un articolo qualche giorno fa. Casa Sebastiano sarà anche un centro di ricerca sull'autismo,  per fornire dati sempre più dettagliati allo studio di una patologia ancora oggi troppo sconosciuta. 

La struttura nasce dalla "scommessa" dell'imprenditore trentino Gianni Coletti, 58 anni, presidente della Fondazione Trentina per l'Autismo, padre di Martina e di Roberta, gemelle colpite dai disturbi dello spettro autistico. L'idea ambiziosa di creare un centro per la cura e la ricerca sull'autismo risale al 2009.  “E’ una giornata speciale - ha detto, emozionato, davanti alle migliaia di persone e autorità presenti - perché una patologia, fino a ieri poco conosciuta e spesso relegata dentro le famiglie, oggi è un patrimonio del Trentino che ha saputo realizzare una struttura che sarà un esempio in molti altri Paesi. Casa Sebastiano sarà una struttura a misura di persona ma anche un centro di ricerca, grazie ad un comitato scientifico che lavorerà con l’Università di Trento. E’ il punto di partenza per creare un nuovo modello di visione dell’autismo, perché questi ragazzi sono straordinari”, ha concluso Coletti.  

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La sua storia è stata raccontata sulle pagine di Repubblica.it (clicca qui) alcuni giorni fa, alla vigilia dell'inaugurazione del centro, un sogno diventato realtà naturalmente anche grazie all'impegno della Provincia autonoma di Trento che, come ha detto il presidente Ugo Rossi, ha soltanto "seguito" il sogno dei fondatori. “Una società civile sana arriva sempre prima delle istituzioni. Non c’è gara. Arrivano sempre prima le persone che hanno bisogno e che si mettono assieme per trovare delle risposte, grazie alle loro esperienze.  Noi li abbiamo seguiti, abbiamo solo fatto la nostra parte". 

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