Capanno troppo vicino alle case, cacciatore denunciato

Due operazioni della forestale in Valsugana e Val di Fiemme hanno portato al sequestro di armi, munizioni, trappole e prede abbattute abusivamente. A Panchià un cacciatore ha ucciso un capriolo di venerdì, a Novaledo un capanno era troppo vicino alle abitazioni

Periodo "caldo" per le guardie forestali trentine impegnate in controlli anti-bracconaggio su tutto il territorio provinciale. Nei giorni scorsi si sono svolte due operazioni distinte, a Panchià in Val di Fiemme ed a Novaledo in Valsugana, che hanno portato alla denuncia di due persone in possesso di trappole illegali, armi non denunciate e animali uccisi abusivamente.

In Val di Fassa la forestale ha sorpreso un cacciatore mentre portava in casa un capriolo ucciso di venerdì, giornata di "silenzio venatorio". L'infrazione del divieto è di natura penale. A Novaledo la violazione riguarda invece un capanno, costruito troppo vicino alle abitazioni. Il cacciatore fermato non aveva con sè il permesso, ed inoltre la perquisizione a casa ha portato alla luce lacci di acciaio, tagliole, due fucili con matricola alterata, bastoncini invischiati per l'uccellagione, un uccello da richiamo  senza anello di riconoscimento oltre a varie prede già in freezer, tutte abbattute abusivamente. 

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