Camorra, mafia pugliese e trafficanti marocchini: maxioperazione della GdF di Trento

Tre anni di indagini, 73 indagati ed un blitz che nelle ultime ore ha portato a sette arresti "eccellenti": l'ombra della criminalità organizzata sul mercato trentino

Un'immagine dell'operazione della GdF di Trento

Maxioperazione antidroga della Guardia di Finanza trentina: questa volta la pista che parte dalle piazze di spaccio di Trento e Bolzano porta direttamente alla camorra ed alla mafia foggiana. Sono 73 le persone indagate, 15 gli arresti eseguiti in Italia ed all'estero. 

Il totale delle sostanze sequestrate è impressionante: una tonnellata di hashish, oltre a due chili di cocaina, per un valore sul "mercato" di 70 milioni di euro al dettaglio. La rete del narcotraffico tra Marocco, Spagna, Svizzera ed Olanda passa anche per Trento.

Il blitz all'alba: 50 finanzieri in azione

Il blitz è scattato all'alba di mercoledì 18 settembre ed ha visto impegnati circa 50 finanzieri e 12 cani antidroga. L'inizio delle indagini, invece, risale al marzo 2016. Le fiamme gialle trentine hanno operato sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia. Impegnati gli uomini del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Trento e del Servizio Centrale Investigazioni sulla Criminalità Oganizzata di Roma, che a sua volta ha curato l'attività investigativa internazionale nei Paesi esteri coinvolti.

Già, perchè di questo si parla: criminalità organizzata. Le bande individuate nel corso delle indagini sono due: una composta prevalentemente da cittadini marocchini, ed operativa tra Spagna, Svizzera e Nord Italia. L'altra, tutta italiana, era composta da affiliati alla cosiddetta Quarta mafia foggiana, provenienti dalla zona di Cerignola, in Puglia, a loro volta in contatto con esponenti del clan camorristico di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

L'ombra della camorra sul "mercato" trentino

Ad uno di questi affiliati era stato espressamente affidato il "mercato" Trentino. Un dettaglio che rivela un pericoloso interesse della criminalità organizzata nei confronti di un territorio dove, forse per maggiore disponibilità finanziaria o per posizione geografica "strategica", il mercato della droga sembra costituire un investimento redditizio per i sodalizi mafiosi.

Il numero totale degli indagati, ben 73, si riferisce naturalmente all'interno arco temporale delle indagini e comprende 12 pusher sorpresi in flagrante. Nelle ultime ore però il quadro si è completato con l'esecuzione di misure di custodia cautelari in carcere per sette personaggi "chiave" dell'intero sistema: cinque cittadini marocchini, di cui due residenti a Bergamo, uno nel barese, e due all'estero, in Spagna ed in Olanda; ma soprattutto due cittadini italiani, entrambi di Torre Annunziata, affiliati ad un clan camorristico. Questi arresti permettono di stabilire una relazione diretta tra la criminalità organizzata italiana ed importanti reti di narcotraffico in Marocco

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