Abbattimento dei cinghiali: sì al Ddl, multe fino a 1800 euro per chi li libera in natura

Parere positivo della Commissione, nonostante il "no" della Giunta, al Disegno di legge Giovanazzi.

Nonostante il parere contrario espresso dalla Giunta con l'assessore Dallapiccola, la Terza Commissione presieduta da Mario Tonina (UPT) ha approvato stamane con tre voti favorevoli, due contrari e due astenuti, il disegno di legge 183 proposto da Giovanazzi (AT), Fasanelli (Gruppo misto) e Tonina (UPT) per integrare e modificare la normativa provinciale sulla caccia allo scopo di limitare l'espansione dei cinghiali nel Trentino.

Nella discussione il primo firmatario Nerio Giovanazzi ha preso atto del "no" della Giunta al Ddl, ricordando di aver presentato questa proposta non a vantaggio dei cacciatori ma per le "forti pressioni ricevute dagli agricoltori", perché i cinghiali danneggiano gravemente i territori di montagna e quindi anche le loro attività produttive. "Se non si permetterà ai cacciatori di abbattere i cinghiali nel corso della stagione venatoria – ha sottolineato il consigliere – sarà impossibile contenerne il radicamento".

Nel ribadire l'opposizione della Giunta al testo, da lui già comunicata a Giovanazzi, l’assessore Dallapiccola ha tuttavia "aperto" alla possibilità di individuare una soluzione al problema, ma senza modificare la legge provinciale sulla caccia. "Il problema cinghiale effettivamente esiste – ha detto l'assessore - e si può perseguire attivando un mix delle migliori pratiche amministrative e gestionali in questo campo, per ampliare le opportunità di abbattimento".

Maurizio Zanin, del Servizio fauna e foreste, ha ricordato che dal punto di vista venatorio il territorio provinciale è diviso in due aree: di controllo e di eradicazione. In quelle di controllo, in cui si trova il cinghiale, i cacciatori possono avvalersi di tutti i mezzi per l’abbattimento nel periodo della caccia agli ungulati, derogando alle norme previste dalla legge sull’attività venatoria, escluso il veleno. Nelle altre aree è consentito invece solo l’intervento del personale di vigilanza.

Il caso del cinghiale è molto diverso sia da quello del lupo, ritornato spontaneamente sulle Alpi, sia da quello dell'orso, reintrodotto dall'amministrazione pubblica con un preciso progetto di ripopolamento. Il cinghiale è stato introdotto in Trentino per scopi venatori, e ad oggi non è considerato fauna autoctona, perciò il Ddl di Giovanazzi prevede un'inasprimento delle pene per chi immette in natura cinghiali, con un inasprimento delle pene da 300 a 1800 euro per ciascun capo. 

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