Da Bergamo alla valle di Non per rubare uccelli da richiamo, denunciati

Gli uccellini sono stati consegnati al Centro di Recupero avifauna Alpina di S. Rocco di Villazzano della Provincia Autonoma di Trento (gestito dalla LIPU) e le due persone sono state denunciate per il reato di uccellagione

Sabato scorso 4 maggio un'attività di vigilanza pianificata e mirata al contrasto della raccolta illecita di nidiacei, condotta da personale del Corpo Forestale Trentino in alta val di Non, ha permesso di sorprendere due persone entrambe residenti nel bergamasco, impegnate in tale attività illecita. Il personale della Stazione forestale di Fondo, coadiuvato da personale della Stazione di Coredo e dal locale Custode Forestale, ha scorto un'automobile che destava qualche sospetto nelle campagne del comune di Dambel. A seguito di un appostamento ha quindi fermato due persone che stavano riponendo nella macchina due nidi con i piccoli, appena tolti dall'albero. Durante la perquisizione dell’automobile sono stati rinvenuti altri 4 nidi completi, per un totale di 25 piccoli nidiacei delle specie Tordo e Cesena (Turdus philomelos e Turdus pilaris). Erano inoltre presenti una siringa e del cibo (un pastone) per  alimentare artificialmente i nidiacei.

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Gli uccellini sono stati consegnati al Centro di Recupero avifauna Alpina di S. Rocco di Villazzano della Provincia Autonoma di Trento (gestito dalla LIPU) e le due persone sono state denunciate per il reato di uccellagione ai sensi dell'art. 21 della L. 157/92. Attività di vigilanza di questo tenore vengono condotte con una certa regolarità dal personale forestale, soprattutto in questo periodo, per contrastare un fenomeno che pare assumere una certa rilevanza. Gli esemplari prelevati in questo modo illegale sono per lo più destinati a fungere da riproduttori negli allevamenti di richiami vivi utilizzati per l’esercizio della caccia da capanno.

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