Bocconi avvelenati: un caso al mese, vertice al Commissariato del Governo

Forze dell'Ordine, veterinari, sindaci: costituito un tavolo tecnico per combattere il problema

Il problema dei bocconi avvelenati nei boschi, nelle campagne, ma anche nei parchi cittadini è diventato un problema di salute pubblica. Con la circolare del giugno scorso emanata dal Ministero della Salute anche a Trento,  così come in tutta Italia, si è costituito un Tavolo tecnico di coordinamento presso il Commissariato del Governo.

Presenti alla prima riunione, oltre ai rappresentanti delle forze dell'ordine, i delegati della Provincia autonoma di Trento, dell'Azienda sanitaria, del Corpo forestale provinciale, dell'Ordine dei veterinari, dell'associazione animalista Enpa, nonchè il delegato dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Dodici, secondo quanto riferito dal Prefetto Sandro Lombardi i casi accertati l'anno scorso in Trentino. Si tratta,  è bene sottolinearlo, di casi in cui effettivamente, una volta avvenuta la segnalazione, le forze dell'ordine hanno ritrovato sul posto i bocconi avvelenati. Le segnalazioni che corrono su facebook o grazie al passaparola dei padroni di cani sono però molte di più.

L'ultimo caso segnalato sufacebook è avvenuto a Ravina, borgo della periferia sud di Trento, al parco Itea. In alcuni casi recenti i sindaci dei comuni interessati hanno emanato ordinanze di divieto di accesso ai luoghi sospetti, o comunque consigliato ai cittadini, tramite comunicati ufficiali, di lasciare liberi i cani su tutto il territorio comunale. 

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