I deserti equatoriali di 260 milioni di anni fa, fucina della vita ieri come oggi

Per studiare l'ecosistema del Permiano, ed il ruolo chiave della fascia equatoriale come culla della vita, gli autori della ricerca non si sono mossi dal Trentino

L'equatore era ed è un laboratorio della vita sulla Terra, ieri come oggi. "Ieri", in termini geologici, significa 260 milioni di anni fa, una ecina di milioni di anni prima della comparsa dei dinosauri. Una nuova ricerca internazionale, frutto di un lavoro congiunto del Museo, Museo delle Scienze di Trento e del Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige, svela il ruolo chiave della fascia equatoriale per l'ecosistema terrestre. La ricerca, supportata dall'Euregio Science und, è stata pubblicata sulla presitigiosa rivista Earth-Science Reviews.

I risvolti curiosi sono diversi: innanzitutto bisogna pensare che al tempo, nell'era geologica del Permiano, la fascia equatoriale era costituita principalmente da deserti. "Può sembrare controintuitivo che gli aridi deserti del Permiano ospitassero una moltitudine eccezionale di specie. Tuttavia - spiega Fabio Massimo Petti, uno dei coautori - questo studio dimostra come la fascia equatoriale rivestisse un ruolo chiave per la biodiversità del pianeta anche in tempi antichissimi e nonostante nel corso della storia abbia visto succedersi una varietà di ecosistemi molto diversi tra loro”.

La fasia compresa tra i due Tropici, infatti, riveste ancora oggi un ruolo fondamentale quale "fucina" della vita sulla Terra: lì nascono, e si estinguono, molte più specie che altrove. Oggi, però, la fascia equatoriale ospita perlopiù foreste pluviali calde e umide.

Secondo aspetto interessante della ricerca è il fatto che gli studiosi abbiano potuto "osservare" l'ecosistema del Permiano, risalente a 260 milioni di anni fa, senza muoversi dal Trentino: al confine tra le province di Trento e Bolzano c'è un'area unica nel suo genere che restituisce una "fotografia" fedele  delle ere geologiche tra i 286 ed i 210 milioni di anni fa. E' il sito di Bletterbach, studiato fin dagli anni '40 per questa sua particolarità, oggi Patrimonio dell'Unesco.

All'epoca, se così si può dire, la gola di Bletterbach si trovava nella fascia equatoriale così come tutta l'area dolomitica.  “Il Bletterbach è un luogo unico oggigiorno, che nel Permiano occupava una posizione geografica chiave. Le associazioni fossili rinvenute nel Bletterbach - spiega Evelyn Kustatscher, ricercatrice del Museo di Scienze Naturali di Bolzano - mostrano un’abbondanza di specie superiore alla maggior parte dei siti della stessa età noti in tutto il mondo”.

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La ricostruzione dell'ecosistema del permiano presenta infine notevoli analogie con il presente: "Considerato il cambiamento climatico in atto - proseguono i ricercatori - e l’effetto sugli ecosistemi di tutto il globo, sempre più comparabile a quello che portò all’estinzione di fine Permiano, studi come questo contribuiscono a misurare lo stato di salute del nostro Pianeta". Secondo gli autori per comprendere il funzionamento degli ecosistemi d’oggi, quale sia il loro funzionamento “naturale”, cosa sia “normale” in assenza dell’intervento umano, è fondamentale guardare al passato e dunque alla documentazione fossile. L’articolo scientifico è liberamente accessibile grazie ai finanziamenti per pubblicazioni scientifiche del Servizio ricerca e università della Provincia di Bolzano.

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