Pacher visita il Biodigestore: "positivo il bilancio del primo anno"

Visita ieri del presidente della Provincia all'impianto: in un anno sono state smaltite 34 mila tonellate di rifiuti organici dalle quali vengono ricavate 12 mila tonnellate di concime biologico ceduto gratuitamente agli agricoltori e 1000 Kw di energia elettrica dal biogas prodotto. Presto la realizzazione di altri due impianti, più piccoli, in Trentino

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Alberto Pacher ha visitato ieri il Biodigestore di Cadino, insieme all'ingegner Paolo Nardelli dell'Agenzia per la depurazione, Andrea Ventura, amministratore delegato di Bio Energia Trentino, la società che gestisce l'impianto, e Michele Zorzi, il direttore tecnico. Ad un anno dall'entrata in funzione dell'impianto a suo tempo oggetto di forti contestazioni da parte della popolazione della zona che presentò un ricorso al Tar, poi vinto dalla Provincia, per il presidente "sono stati fugati tutti i timori relativamente all'impatto ambientale, in realtà una buona gestione e una buona tecnologia dimostrano che questi impianti sono compatibili con il nostro territorio".

"Il biodigestore di Cadino ci permette di smaltire quasi 26 mila tonnellate di umido che altrimenti andrebbero trasportate in Veneto e Lombardia, con costi e inquinamento dovuti al trasporto. E' il primo grosso tassello per la chiusura di tutto il ciclo dell'organico in provincia" prosegue il presidente confermando la volontà, annunciata più di un anno fa, di realizzare altri due impianti, più piccoli (di circa 10 tonnellate di capacità): "Sono convinto che quando il Trentino si sarà reso conto di cosa è un'impianto di questo tipo, non sarà difficile trovare la localizzazione dei prossimi impianti". Inizialmente l'area prevista per uno degli impianti da realizzarsi era quella vicina all'abitato di Storo: idea accantonata dopo la mobilitazione dei residenti. Per tranquillizzare il limitrofo comune di Salorno nel maggio 2012, era stato siglato anche un accordo "anti-puzza": un protocollo d'intesa per il controllo degli odori derivanti dall'impianto.

Nel biodigestore, che sorge su un'area di circa 23.500 metri quadri, in un anno di attività sono finite 26 mila tonnellate di rifiuti organici e 8 mila tonnellate di rifiuto verde all'anno, rifiuti dai quali si ricavano 12 mila tonnellate di ammendante biologico ceduto, in questa prima fase, gratuitamente agli agricoltori. Dalla combustione del gas, contenente il 60% di metano, si ricavano 1.000 Kw di energia elettrica ed altrettanti di energia termica impiegata per metà dallo stesso impianto per il proprio funzionamento, mentre l'altra metà è destinata ad alimentare la futura rete di teleriscaldamento a servizio dell'abitato di Cadino. Il presidente della Provincia, già assessore all'ambiente, assicura: "l'odore è presente solamente all'interno della struttura: sarà visitato anche da altri amministratori oltre che dalle scolaresche". 

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