Rapine a furgoni e uffici postali tra Italia e Svizzera: sette persone arrestate

Un'altra persona risulta ricercata. Le indagini sono iniziate all'indomani di una rapina ad un furgone portavalori commessa a San Michele il 2 gennaio ed hanno condotto gli inquirenti fino in Svizzera, dove la banda progettava un altro colpo

I carabinieri di Trento, nell’ambito di un’articolata attività d’indagine denominata “Post Office”, hanno disarticolato una pericolosa associazione per delinquere, interamente composta da soggetti di origine campana, dedita alla commissione di furti e rapine ad uffici postali ed a furgoni portavalori, attiva in Italia ed all’estero. Il gip ha emesso 8 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sei pregiudicati campani (uno risulta attualmente irrintracciabile, gli altri sono già in carcere a Lugano) e due presunti complici, una guardia giurata di 46 anni residente a Trento C.R., e un impiegato residente a Lavis, C.V., 41 anni, arrestati invece oggi. Le indagini – coordinate dal sostituto procuratore Davide Ognibene e dal capo della Procura Giuseppe Amato – sono iniziate all’indomani di una rapina ad un furgone portavalori commessa a San Michele all’Adige il 2 gennaio 2013 ed hanno permesso agli uomini del Nucleo Investigativo di Trento di individuare i presunti responsabili, soggetti di origine campana, la maggior parte dei quali pluripregiudicati anche per reati specifici.

In dettaglio, le investigazioni hanno consentito di attribuire agli arrestati chiare responsabilità in ordine alla rapina di cui si è detto, accertando che gli stessi, dopo essersi debitamente organizzati, si erano dapprima procurati un automezzo, una Fiat Punto risultata rubata a Verona il 28 novembre 2012, per poi giungere in Trentino. Qui, con la collaborazione di un basista e la complicità di una guardia giurata, proprio quella che il 2 gennaio era alla guida del furgone portavalori, avevano realizzato il colpo, asportando il contenuto del furgone, per un importo di 313 mila euro.

Il prosieguo delle indagini, condotte con metodi tradizionali ed intercettazioni telefoniche, ha infatti permesso di accertare che, già dalla fine del mese di gennaio la banda stava preparando un altro colpo da portare a segno in Svizzera. Infatti, il 26 febbraio scorso il gruppo, composto da 6 persone, una delle quali è sempre rimasta in Campania, da dove impartiva le disposizioni, si è spostato recandosi dapprima in Lombardia, nella zona di Gallarate, per poi varcare la frontiera di Chiasso ed entrare in territorio elvetico. Tenuto tuttavia conto che l’ipotesi di un obiettivo svizzero si era profilata già da subito, era da tempo iniziata una collaborazione tra il Nucleo Investigativo di Trento e la polizia cantonale del Ticino, che ha permesso agli inquirenti di seguire passo passo le mosse della banda.

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In tal modo, nella notte tra il 27 ed il 28 febbraio 2013, quando era apparsa ormai chiara l’imminenza della nuova rapina che il gruppo stava per compiere in un ufficio postale di Lugano, la polizia cantonale è intervenuta arrestando 6 persone, di cui 5 facenti parte dell’associazione ed 1, quale basista del posto, proprio come dipendente dell’ufficio postale da rapinare, sequestrando nella circostanza anche un’autovettura, una Fiat Stylo, risultata rubata nell’agosto 2012 in provincia di Salerno, ma sulla quale erano state apposte targhe diverse. Alla luce di tale epilogo, sono state deferite all’autorità giudiziaria 8 persone, di cui 6 facenti parte della presunta banda (le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e furti, concorso in furto pluriaggravato, concorso in ricettazione aggravata e riciclaggio). Ad altre due persone, cioè il conducente del furgone portavalori ed un basista di origine campana residente a Lavis, vengono contestati il concorso nel furto pluriaggravato al furgone portavalori e concorso in ricettazione aggravata. Trattasi infatti di furto, e non di rapina, alla luce dell’accertata complicità della guardia giurata.

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