Vandalismi e spaccio in San Pietro, L'Arsenale non ci sta: "Accuse senza fondamento"

Una lettera pubblicata su L'Adige connette il degrado al circolo di via degli Orbi, ora "osservato speciale"

Una delle scritte sulla chiesa di San Pietro, foto: Trento New Look

Scritte sulla chiesa di San Pietro e Circolo Arsenale. "Due cose che tra loro non hanno legame alcuno". Così i gestori del circolo Arci di via degli Orbi rispondono alla lettera di alcuni residenti pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano L'Adige. Una lettera che denuncia il periodico, costante, imbrattamento dell'edificio storico con critte di ogni genere ma che compie un passo ulteriore: puntare il dito contro il circologestito dall'Associazione di Promozione Sociale Pequod.

Un salto logico che colpisce come uno schiaffo un'associazione che ha come obiettivo l'aggregazione sociale e culturale e non certo il degrado urbano. "Da cittadini abbiamo provato dispiacere nel vedere le scritte sui marmi di edifici storici. Anche per questi motivi l'articolo di oggi ci ha disturbati. Ci chiediamo come sia possibile riportare un'accusa così grave senza alcuna verifica".

Il circolo rischia di diventare il capro espiatorio di una situazione che evidentemente poco, anzi nulla, c'entra con i cineforum, i concerti, i dibattiti che si svolgono all'interno. Quanto allo spaccio, poi, l'accusa è particolarmente grave e l'Associazione Pequod la rispedisce, per così dire, al mittente ovvero all'amministrazione pubblica: "La nostra percezione, da abitanti della via, è che lo spaccio sia aumentato dopo che in altre zone della città si ha avuta la risposta repressiva. I luoghi sono dei vasi comunicanti: se metti una toppa in alcune zone il problema non scompare, semplicemente si sposta". 

L'accusa ha però portato l'attenzione della pubblica amministrazione sul circolo, almeno stando a quanto si legge tra le righe di un comunicato di Potere al Popolo nel quale si esprime "preoccupazione sul possibile destino del circolo Arci l’Arsenale". Il partito movimentista interviene sulla questione definendo "inaccettabili le lamentele delle persone residenti che riferiscono di un incremento del fenomeno dello spaccio, oltre che di azioni di imbrattamento muri. Pur comprensibili, diventano inaccettabili quando, senza alcun fondamento, gettano ombre di sospetto sul circolo". 

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