Spaccio di cocaina e hashish in valle di Fiemme: sei arresti

Secondo l'accusa, i presunti spacciatori vendevano la droga, di cui si rifornivano a Verona, in due esercizi pubblici di Daiano e Cavalese. I clienti erano perlopiù giovani del posto. Le indagini sono state avviate nel maggio 2011

Sei persone sono state arrestate dai carabinieri di Cavalese con l'accusa di avere spacciato hashish e cocaina in val di Fiemme. Nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Procura di Trento, i militari hanno inoltre sequestrato un centinaio di grammi di hashish, materiale per il confezionamento e diverse schede sim. Compiute anche 23 perquisizioni. Secondo l'accusa, i presunti spacciatori vendevano la droga, di cui si rifornivano a Verona, in due esercizi pubblici di Daiano e Cavalese. I clienti erano perlopiù giovani del posto. Le indagini sono state avviate nel maggio 2011. Le persone arrestate sono tutte in carcere (2 a Brescia, 1 a Bergamo, 1 a Bolzano, 1 a Firenze ed 1 a Verona). Tra queste, anche una donna di Cavalese di 39 anni.

L’attività investigativa, condotta dalla Compagnia di Cavalese tra il maggio 2011 ed il settembre 2012, scaturisce dall’arresto di un 35enne di origini baresi, che nel maggio del 2011 fu arrestato con un grosso quantitativo di stupefacente. In meno di un anno e mezzo sono stati recuperati circa 500 grammi di cocaina e 200 di hashish, un portatile, 7 cellulari ed altrettante sim. Secondo gli inquirenti gli arrestati, tutti residenti o comunque aventi interessi nell’area della Val di Fiemme, avevano costituito un gruppo in grado di spacciare circa 100 grammi a settimana tra cocaina e "fumo",  che venivano vendute principalmente a clienti nella fascia di età che va dai 20 ai  40 anni.  Eseguite 23 perquisizioni domiciliari, a carico di altrettante persone non indagate, sia presso abitazioni che in alcuni locali pubblici della Val di Fiemme, alcune ancora in corso, durante le quali sono stati ritrovati molti bilancini e diverse dosi sia di cocaina che hashish. All’operazione hanno preso parte circa 100 militari, tra quelli che hanno operato in provincia ed i colleghi in supporto nelle altre città in cui sono state eseguite le ordinanze.

 

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