Richiedenti asilo ma corrieri della droga: 11 arresti tra Trento e Rovereto

Importante operazione di polizia tra Trento e Rovereto: 19 persone coinvolte a vario titolo, tutti richiedenti asilo, alcuni già in possesso del permesso. Il Cinformi ha svolto un ruolo essenziale nelle indagini

Importante operazione antidroga tra Trento e Rovereto, gli uomini della Squadra Mobile hanno dato esecuzione ad 11 misure cautelari tra custodia in carcere, arresti domiciliari e obbligo di firma. L'operazione ha portato alla luce un vasto traffico di drogae ed un conseguente giro di riciclaggio gestito da africani (Gambia, Guinea Bissau, Senegal, Nigeria) che si trovavano in Trentino come richiedenti asilo, alcuni già in possesso del permesso per motivi umanitari.

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Le indagini hanno avuto inizio nell'autunno del 2015 dopo una morte per overdose molto sospetta. Nel ricostruire i canali di traffico di questa eroina "killer" la polizia di Rovereto ha scoperto che lo stupefacente arrivava in Trentino da Napoli e da Roma. Succcessivamente vennero fermati a Rovereto due cittadini del Gambia che trasportavano ovuli di eroina nascosti in cavità corporali. La sostanza era purissima, compatibile con la morte per overdose di qualche mese prima.

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L'operazione, coordinata dal sostituto Procuratore di Rovereto Fabrizio De Angelis, ha portato a 11 arresti, 3 dei quali avvenuti nell'ottobre 2015, 2 obblighi di firma e 4 denunce a piede libero, tra cui quella a  carico di un minore segnalato al Tribunale dei Minori di Trento. Nell'ambito della stessa indagine vanno iscritti anche altri due arresti avvenuti nel corso di un'altra operazione a fine 2015. Le accuse sono di traffico di droga e riciclaggio, poichè il denaro, naturalmente provento di attività illecita, veniva spedito a casa, nei Paesi d'origine.

Sono 19 le persone coinvolte a vario titolo nelle attività criminali, giovani tra i 32 ed i 17 anni: secondo quanto riferisce la Questura sono tutti richiedenti asilo, in parte provenienti dal campo della Protezione Civile di Marco ed alcuni anche inseriti nei progetti di accoglienza gestiti da Cinformi, l'agenzia per l'immigrazione della Provincia di Trento che ha collaborato alle indagini. 

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