Rifiuti, area De Bellat: Boccher fa ricorso, la Pat si oppone

La società di movimento terra Boccher srl di Borgo (i cui amministratori erano finiti indagati nell'inchiesta Ecoterra), ha presentato ricorso al Tar contro un'ordinanza del Comune di Castelnuovo. La Provincia si oppone

La società di movimento terra Boccher srl di Borgo Valsugana (i cui amministratori erano finiti indagati nelle inchieste sui rifiuti della Procura di Trento, in particolare il filone Ecoterra), ha presentato ricorso al Tar contro un'ordinanza del Comune di Castelnuovo che imponeva la rimozione dei materiali scaricati dai Boccher nell'area della Fondazione De Bellat in località Spagolle. Nel documento dell'amministrazione valsuganotta - datato maggio 2012 - si chiede alla società dei Boccher di rimuovere la miscela di rifiuti scaricati sull'area (di proprietà pubblica e destinata in principio alla coltivazione di prodotti agricoli). Ma, come detto, l'srl di Borgo Valsugana ha presentato ricorso opponendosi all'ordinanza comunale, così come ad altri e successivi documenti, ad esempio le comunicazioni dell'Appa (l'Agenzia provinciale per la protezione ambientale). La Provincia, chiamata in causa proprio in questo caso, ha deciso di resistere al ricorso. Per la cronaca il procedimento Ecoterra si è chiuso - in primo grado - con il patteggiamento di Franco Boccher (assolto successivamente per una delle circa dieci contestazioni mosse nei suo confronti dall'accusa). Quanto al terreno in questione - cioè la "bonifica" presso l'area De Bellat a Spagolle - la consulenza tecnica depositata nei giorni dell'inchiesta Ecoterra sosteneva che i materiali conferiti nel sito “erano risultati rifiuti non conformi agli specifici parametri dettati dalla legge e dalle autorizzazioni". Era emerso che erano stati smaltiti abusivamente nel sito dei rifiuti costituiti da scorie di acciaieria miscelate con terra, rifiuti da attività edilizia, anche sottoposti a triturazione e miscelati con altri materiali di colore nero e terra, mentre l’esecuzione del riempimento della depressione, secondo il progetto approvato, prevedeva l’uso esclusivo di terreno naturale da scavo, privo di contaminazione”.

 
 
 
 

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