Anarchici, i sette arrestati restano in carcere

Il Tribunale del Riesame non ha accolto la richiesta della difesa, che punta anche a smontare le accuse di terrorismo ed associazione eversiva

Gli anarchici arrestati durante l'operazione "Renata" rimangono in carcere. La difesa aveva chiesto la conversione della misura di custodia cautelare in arresti domiciliari, ma la richiesta non è stata accolta. Il Giudice del riesame, nell'udienza che si è tenuta mercoledì 13 marzo, ha quindi confermato gli arresti per i sette detenuti, tutti attivitsti dei movimenti antagonisti trentini, accusati di una serie di episodi, tra i quali anche attentati incendiari o esplosivi. Per tre di loro l'aggravante è quella di terrorismo, per altri quattro di associazione eversiva. 

Reati che, per la difesa, non sarebbero imputabili ai sette trentini: è quanto si evince dalle memorie depositate dai legali dei sette. Nella mattinata di ieri, giorno dell'udienza, alcuni attivisti hanno protestato di fronte al tribunale nell'aiuola tra Largo Pigarelli e piazza Garzetti, esponendo uno striscione per chiedere la liberazione dei sette anarchici arrestati.

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