Aggressioni e minacce alla pastora etiope: "La comunità trentina non è chiusa all'Altro"

Ferma condanna della presidenza del Consiglio provinciale dopo il caso di razzismo, grave anche perchè compiuto con minacce ed aggressioni fisiche, in Val dei Mocheni

Agitu ed il suo gregge, foto: ambientetrentino.it

"La Presidenza del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, davanti al reiterarsi di atti ascrivibili al peggiore razzismo ed alla xenofobia più brutale, desidera esprimere sentimenti di sincera vicinanza e di convinta solidarietà alla signora Agitu Ideo, fatta oggetto di volgari minacce e di inaccettabili violenze, auspicando al contempo la ferma reazione degli Organi di Sicurezza".

Il presidente del Consiglio provinciale Brruno Dorigatti pende posizione sul caso della pastora etiope della Valle dei Mocheni, che ha denunciato ripetute aggressioni con insulti razzisti; caso diventato nazionale con la sua testimonianza al TG di Rai3. Ora le forze dell'ordine faranno luce su quanto accaduto (leggi la notizia, clicca qui) ma quel che è certo è che la vicenda ha scosso la comunità valligiana e trentina, che rischia ora di essere dipinta come una comunitù chiusa, retrograda, razzista.

La condanna di Dorigatti vuole essere anche una difesa della comunità trentina, aperta ed accogliente: "è altrettanto doveroso sottolineare come il Trentino, nonostante il recente diffondersi di crescenti intolleranze, non è, per cultura e per storia, incline al rifiuto dell’Altro, chiunque egli sia e da qualsiasi provenienza arrivi ed anzi ne favorisce l’accoglienza, anche secondo le leggi non scritte dell’ospitalità della montagna". 

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