Incontro sull'acqua all'arsenico a Cognola: "Un pericolo sottovalutato"

La lettera: "Il sottoscritto ha chiesto come mai la gente non sia stata avvisata. Il dottor Guizzardi ha ammesso la mancanza da parte dell'Ente Pubblico. Marchesi, Frisinghelli e Stefani hanno minimizzato. La cosa mi ha lasciato letteralmente basito"

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Michele Giovannini

Giovedì 9 maggio a Cognola ho partecipato alla conferenza "Qualità dell'acqua della condotta Laste-Cantanghel" con relatore il dott. Franco Guizzardi (APSS) coadiuvato dall'ing. Matteo Frisinghelli (Dolomiti Reti), dall'assessore comunale all'ambiente Michelangelo Marchesi e dal presidente della Circoscrizione Argentario Stefano Armandi.

Si è parlato principalmente dell'arsenico, elemento cancerogeno certo, presente naturalmente nell'acqua che viene bevuta da 26.500 persone, per lo più della collina est (Villamontagna, Tavernaro, Cognola, San Donà, Martignano, Montevaccino, in parte Povo, Villazzano e Oltrecastello) ma talvolta anche del fondovalle (centro, Via Grazioli, Piazza Dante...). Con il 2009/2010 sono entrati in funzione 2 dearsenificatori che con i primi del 2011 hanno portato i valori di arsenico nei limiti, mediamente 7/8 microgrammi nelle fonti che prima in media erano sui 15 (la PAT nel 2001 e nel 2005 otteneva due deroghe per valori fino a 40mg dalla Comunità Europea per poter continuare a "considerare" potabile l'acqua). Ma purtroppo l'arsenico si accumula nell'organismo ed entra nel corpo non solo attraverso l'acqua che si beve, ma anche quella che si usa per cucinare, quella utilizzata per le coltivazione e persino quella utilizzata per lavarsi. Filtri casalinghi, filtri ad osmosi, revitalizzatori non risolvono il problema. Il sottoscritto ha chiesto come mai la gente non sia stata avvisata. Il dott. Guizzardi ha ammesso la mancanza da parte dell'Ente Pubblico. Marchesi, Frisinghelli e Stefani hanno minimizzato. Sono arrivati a parlare di problematiche secondo loro ben più importanti. Stefani ha persino tirato in ballo la triste situazione degli operai dell'ILVA di Taranto. In pratica hanno detto: "C'è di peggio, discutere di questo non ha senso". La cosa mi ha lasciato letteralmente basito. Per fortuna ci sono stati degli interventi di alcuni partecipanti che hanno lamentato questa mancanza. Era minimo dal 2001 che sapevano delle concentrazioni di arsenico troppo elevate e mai nessuno ha avvisato la popolazione di questo potenziale pericolo. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha riconosciuto l'arsenico come cancerogeno di classe 1 (quindi certo per l'uomo). L'Organizzazione mondiale della sanità indica come obiettivo un valore tra 0 e 5mg/l in via precauzionale. Ma attualmente i valori sono tra i 7/8mg/l e io non ho ma avuto nessuna informativa che mi avvertiva che "sarebbe meglio non bere questa acqua anche se solo in via precauzionale". Allora è stato chiesto all'Ing. Frisinghelli se era tecnicamente possibile diminuire ancora le concentrazioni di questo veleno. Egli ha detto che i filtri presenti attualmente hanno bisogno di essere rigenerati (puliti) una volta ogni 12/18 mesi. E il costo di tale operazione è di 20.000 euro. Aumentando la frequenza, e quindi rimodulando il sistema, si avrebbe una diminuzione della presenza di arsenico. I tempi tecnici sono di alcune settimane. Per cui si può sicuramente affermare che la cifra non è elevata e garantirebbe la possibilità di seguire una politica di prudenza che per la salute del cittadino deve essere prioritaria. E' stato chiesto all'assessore cosa avrebbe fatto il Comune di Trento per la salute della gente. Ha dato rassicurazioni vaghe. Quando qualcuno ha provato a chiedere indicazione sui termini temporali, non ha voluto dire nulla. E tutto questo per una spesa di 20.000 euro che invece che venir fatta ogni 12/18 mesi potrebbe essere cadenzata semestralmente. Tra l'altro due persone di Villamontagna hanno testimoniato per se stesse e per alcuni loro famigliari/conoscenti che alcune problematiche relative a mal di testa, problemi respiratori e di pelle sono state risolte smettendo di bere l'acqua del rubinetto. Nulla di scientifico certo. Può essere stato un caso. Però perché utilizzare la popolazione come cavia per un risparmio minimo? Perché l'assessore Marchesi non si impegna con serietà offrendo una scadenza certa? Non gli si chiede un impegno finanziario di rilievo e non glielo si chiede per motivi futili e discutibili.

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