Arsenico a Cognola e Martignano: acqua in deroga per anni

La lettera di Tullio Degasperi: "A Martignano, Cognola e dintorni si è utilizzata acqua per bere e cucinare che era in realtà non potabile e che solo grazie a una deroga della Comunità Europea è stata considerata tale"

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Tullio Degasperi sull'arsenico nell'acqua della collina Est di Trento

"Può una persona che ha reali e comprovati problemi di cuore partecipare a delle gare di atletica in deroga? Può un individuo gravemente obeso essere giudicato, in deroga, dal proprio dietologo come normopeso? E, infine, può un evasore, sempre in deroga, essere considerato un contribuente modello? Direi di no. Eppure per anni l’acqua della collina Est di Trento è stato considerata potabile in deroga (l’acquedotto Laste/Cantanghel che serve 26.500 persone). I valori di arsenico, minerale naturalmente presente nelle rocce da cui sgorga l’acqua, erano nettamente superiori a quanto ritenuto ammissibile dalla legge. Quindi a Martignano, Cognola e dintorni si è utilizzata acqua per bere e cucinare che era in realtà non potabile e che solo grazie a una deroga della Comunità Europea è stata considerata potabile. Questa deroga era stata richiesta nel 2001 ma questo chiaramente non significa che prima l’acqua fosse salubre. Fino all’anno scorso si arrivava a concentrazioni fino a 40mg (è questo il valore per cui il Comune di Trento aveva fatto richiesta di deroga) quando il limite era 10. Poi sono stati messi dei filtri (dearsenificatore) che non eliminano ma riducono queste concentrazioni (ora è circa 6.3mg, tale valore si può trovare su http://www.dolomitienergia.it/content/mappa-dei-parametri-dell-acqua-di-trento). 
 
"Purtroppo l’arsenico è un minerale che si accumula. Quindi chi usa quell’acqua per scopi alimentari (anche la preparazione della pasta, anche l’irrigazione dei propri ortaggi) sta continuando ad avvelenarsi. E’ gravissimo che il Comune di Trento, e la Dolomiti Energia, non abbiano mai avvisato la popolazione. Avrebbero potuto avvertire e quindi lasciare la scelta alle persone se bere o no l’acqua del sindaco. Poi è assurdo che si paghi un acqua “non potabile” come se lo fosse. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha riconosciuto l’arsenico come cancerogeno di classe 1 (quindi certo per l’uomo). Recentemente il dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio ha fatto uno studio scientifico. Nei comuni in cui la presenza di arsenico su perava i limiti erano maggiori le percentuali relativi a mortalità causata da tumore e malattie del sistema circolatorio. C’è da chiarire che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come obbiettivo un valore inferiore ai 5mg. Per inciso si ricorda che il limite massimo di 10mg imponeva un divieto assoluto di utilizzo dell’acqua da parte di bambini sotto i 3 anni e di donne incinte. Purtroppo di questi divieti non si è saputo nulla e l’assessore comunale all’Ambiente di Trento, Michelangelo Marchesi, ha sempre minimizzato se non taciuto. Codacons ha proposto una Class Action contro il Ministero della salute ed il Ministero dell' ambiente e il TAR del Lazio ha condannato gli stessi a risarcire di 100 euro ogni cittadino che aveva fatto parte a questo ricorso collettivo.
 
"E ancora - prosegue il Tar del Lazio (presidente Eduardo Pugliese, relatore Raffaello Sestini) - è certa la "pericolosità per la salute umana derivante da un'esposizione prolungata all'arsenico presente nell'acqua potabile  anche in quantità piccolissime, come risultante dalla ricerca condotta su oltre 11.700 persone in Bangladesh e pubblicato nell'edizione online della rivista scientifica The Lancet, che ha dimostrato che la presenza di arsenico in elevate concentrazioni nel sangue aumenta in modo significativo il rischio di tumori. Secondo le stime effettuate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, in Bangladesh a partire dagli anni '70 almeno 35 milioni di persone hanno bevuto acqua contaminata con piccolissime quantità di arsenico, e secondo lo studio Heals (Health Effects of Arsenic Longitudinal Study) coordinato da Habibul Ahsan dell'Università di Chicago, ciò è stato sufficiente a provocare il 21%) delle morti per tutte le cause e il 24% di quelle attribuite a malattie croniche (in prevalenza, tumori al fegato, cistifellea e pelle e malattie cardiovascolari)".

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