Zecche: ecco i consigli del Soccorso Alpino

Cosa fare se si viene morsi? Come prevenire il problema? Ecco qualche consiglio

La montagna può nascondere molti pericoli. Lo sanno bene i volontari del Soccorso Alpino impegnati ogni giorno in operazioni di recupero, magari in condizioni estreme, che però mettono in guardia anche da pericoli all'apparenza più banali. Con il ritorno dell'estate torna, come ogni anno, il problema delle zecche. 

Si tratta di un pericolo che, dalla banale puntura, può portare fino a complicazioni anche molto serie. Simile ad un piccolo ragno questo parassita lasciandosi cadere dalle piante atterra su uomin ed animali e grazia ad uno speciale apparato boccale riesce ad attaccarsi saldamente alla pelle per nutrirsi del sangue.

Alcune zecche possono trasmettere infezioni anche molto gravi per la salute dell'uomo: è il caso della Tbe, per la quale è disponibile un vaccine, e della Malattia di Lyme, per la quale ad oggi non esiste vaccino. La Malatti adi Lyme si manifesta inizialmente con malessere e mal di testa, a volte con febbre. Nel giro di settimane, a volte anche mesi, può causare disturbi più gravi alle articolazioni (artriti) ed al sistema nervoso (meningite). Anche la Tbe può evolvere in infiammazioni del sistema nervoso: meningiti o encefaliti.

Il Soccorso Alpino consiglia di percorrere i sentieri evitando di camminare fuori dal tracciato, a contatto con l'erba alta. Indossare indumenti coprenti, preferibilmente di colore chiaro, e scarpe chiuse, come sempre aiuta. Si possono anche applicare sulla pelle scoperta prodotti repellenti a base di Deet. "Se ci accorgiamo di essere stati punti - spiega una nota - è importante rimuovere la zecca il prima possibile, con una pinzetta, anche senza applciare sostanze. Poi è sempre consigliabile disinfettare la ferita e tenerla controllata per circa un mese, rivolgendosi al medico qualora dovessero comparire chiazze rosse o si dovessero verificare disturbi". 

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