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Coronavirus, "Stiamo attenti ma non perdiamo la testa": il decalogo degli psicologi di Trento

Il consiglio dell’ordine degli psicologi di Trento ha voluto stilare alcune indicazioni per affrontare l'emergenza

L'ordine degli psicologi di Trento, in accordo con il consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, ha voluto creare un decalogo per affrontare al meglio il coronavirus. Dopo che in diverse zone d'Italia, compresa la provincia di Trento, si sono verificate situazioni di isteria collettiva - con supermercati svuotati e presi d'assalto, mascherine e gel igienizzanti esauriti e 112 intasato dalle chiamate - gli specialisti della psiche presentano il loro 'Decalogo di autoprotezione emotiva contro il Covid -19'.

Il premier Conte: il panico è una reazione del tutto ingiustificata

"I recenti provvedimenti dell’Autorità politica e sanitaria in risposta alla possibile epidemia di coronavirus sono molto severi e applicati su larga scala (chiusura scuole, annullamento eventi sociali, ecc) - si legge in una nota dell'ordine -. Tutto ciò ha avuto un impatto estremamente forte sulla vita dei cittadini e sta sollevando un’ansia diffusa che in alcune situazioni si sta trasformando in vero e proprio panico. Al di là della natura strettamente medica del fenomeno, siamo molto preoccupati per l’impatto psicologico che tali eventi possono avere sulle persone e i bambini in particolare".

Scaffali vuoti (foto Fb/Tommaso Peterlini)

"Per questo motivo - continuano gli psicologi trentini - riteniamo indispensabile fare tutto ciò che è possibile per arginare il rischio di trasformare l’utile funzione difensiva della paura in una poco utile, se non pericolosa, angoscia panica. I principi base a cui riferirsi rimandano ai concetti di Cura, di Rispetto per sé e gli altri, di riconoscimento della Competenza e di identificazione nella Comunità".

Le indicazioni degli psicologi contro il panico da coronavirus

Di seguito il decalogo di autoprotezione emotiva redatto dagli psicologi del Trentino:

"1. È normale essere agitati. Quando le persone si sentono minacciate sviluppano ansia (non patologica ma sana). L’ansia è funzionale a salvarci la vita.

2. L’ansia aumenta se valutiamo che la minaccia sia troppo grande per noi. Quando siamo di fronte a pericoli, specie di cui non abbiamo controllo (come epidemie, disastri naturali, grandi cambiamenti climatici, crisi economiche globali) ci sentiamo impotenti e vulnerabili, e diventiamo più facilmente suggestionabili e manipolabili.

3. Stiamo attenti e prudenti, ma non perdiamo la testa. Il panico aumenta la nostra vulnerabilità, non la diminuisce. L’ansia intensa rende la nostra mente meno lucida e meno saggia di fronte alle minacce.

4. La conoscenza ci libera dalla paura. Gli uomini hanno smesso di avere paura dei fenomeni naturali quando ne hanno compreso l’essenza. Per questo motivo informarsi correttamente sulla natura e diffusione di questo virus, attraverso gli organi ufficiali (Ministero della Salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità, Protezione Civile), è già un atto di cura.

5. La conoscenza è un atto di protezione e cura. Evitiamo di diffondere e inoltrare ai nostri contatti le numerose fake news che purtroppo si stanno diffondendo. Non esporsi e non esporre gli altri a notizie false e allarmanti è un atto di civiltà e di responsabilità sociale, e riduce il senso di vulnerabilità ed impotenza psicologica.

6. Agiamo responsabilmente. Evitiamo di assumere comportamenti a rischio, anche solo per esorcizzare la paura. Non si tratta di un gioco di simulazione, ma della vita reale. Agiamo tutti responsabilmente e nell’interesse collettivo.

7. Aiutiamo i nostri figli a capire cosa sta accadendo. Non esponiamoli eccessivamente alle continue notizie allarmanti. Forniamo loro notizie affidabili e assicuriamoci che abbiano compreso bene e che applichino le regole igieniche suggerite (vedi decalogo fornito dal Ministero della Salute). Ricordiamo che i bambini leggono la paura e la gravità della situazione negli occhi dei genitori.

8. Aiutiamo chi si è fatto sopraffare dalla paura e dall’ansia. Non prendiamo in giro le persone più spaventate. Non aiuta noi e peggiora la condizione delle persone più vulnerabili. Piuttosto forniamo informazioni certe e non allarmistiche. Le persone più in difficoltà hanno bisogno di aiuto e non di essere ridicolizzate.

9. La sicurezza si costruisce tutti insieme. La fonte più potente di sicurezza è una solida rete di relazioni sociali. Ognuno di noi può contribuire a diffondere tranquillità e fiducia nelle persone care. Questo non significa mentire ai nostri cari, ma permettere loro di gestire con calma e saggezza questa delicata situazione.

10. Fidiamoci delle istituzioni. Proprio in questo delicato momento è importante fidarsi delle autorità e delle istituzioni che hanno il compito di proteggerci e guidarci: stanno infatti monitorando la situazione e aggiornando costantemente la popolazione. Limitiamo invece le polemiche e le iniziative personali non in linea con le indicazioni ufficiali".

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