Beni comuni: in un anno 3000 volontari

Sono quasi 3000 i cittadini coinvolti nella galassia di rogetti che, con varie modalità di affidamento, sono rivolti alla cura ed alla valorizzazione dei beni comuni

Festa per 800 cittadini, in rappresentanza dei quasi 3000 che nel corso dell'anno hanno aderito a progetti per la cura e la valorizzazione del bene comune. Un momento di ritrovo per contarsi, e per rilanciare le tante attività che, con modalità diverse, concorrono a fare di Trento quella che è: una città bella e vissuta. 

I cittadini che si sono impegnati nella gestione o realizzazione delle iniziative previste dal Regolamento per la cura e la valorizzazione dei beni comuni urbani nel 2018 sono circa 2700 a cui si aggiungono i 400 cittadini impegnati nei patti attivati negli anni scorsi e ancora in vigore nel 2018. A questi numeri, già consistenti, vanno aggiunti quelli dei cittadini che sono stati coinvolti nelle iniziative dei Beni comuni, ad esempio la Festa degli orti comunitari del 24 marzo che ha visto la partecipazione di circa 3000 persone al Muse e altre iniziative tra le quali quelle previste nel patto di collaborazione Roncacamp! Laboratorio di competenze civiche, che insieme agli eventi promossi e organizzati con il patto Roncacamp 2.0! hanno avuto circa 800 partecipanti. 

Vanno poi menzionati i progetti Passeggiata lungo un fiume di opere a maggio lungo la ciclabile nel quartiere delle Albere, l'ormai tradizionale Argentario Day ed il suo corrispettivo nell'Oltrefersina, dal titolo significativo: Vivi il tuo quartiere. Le iniziative "classiche", proposte in prima persona dal Commune e rivolte a cittadini singoli o gruppi inrofmali, hanno visto nell'anno 93 adesioni. In particolare, 48 sono state le adesioni ad Adotta un'aiuola, cinque scuole hanno partecipato Alla mia scuola ci penso anch'io, 30 le adesioni ad Al mio quartiere ci penso anch'io, 10 a Ritocchi urbani.

Da non dimenticare,  infine, il patto di collaborazione con il gruppo informale di ragazzi che animano lo skate  park di Maso Ginocchio, ristrutturato l'anno scorso proprio grazie a questo tipo di gestione, affidata direttamente a chi vive il parco tutti i giorni e  se ne fa carico. 

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